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Caos seggi a Messina: verbali immobili e preferenze congelate per settimane​

- 28/05/2026

Il film già visto delle comunali 2026.

Dati ufficiali bloccati sul sito del Comune, presidenti convocati d’urgenza a Palazzo Zanca per correggere i numeri. Ma l’allarme era stato lanciato ben prima del voto.​

Messina si risveglia con il solito, cronico mal di testa post-elettorale. Le elezioni comunali 2026 si trascinano dietro lo strascico di uno spoglio infinito, finito nel caos a causa di approssimazione, errori grossolani e verbali che semplicemente non quadrano. Sul sito istituzionale del Comune i dati ufficiali rimarranno mutilati a lungo: completati soltanto i numeri per il sindaco e per le liste civiche, mentre il caricamento delle preferenze per il Consiglio comunale e i consigli di Quartiere è del tutto congelato. Per l’ufficialità dei voti ai singoli candidati ci vorranno giorni, se non settimane.​

Il nodo dei verbali e i seggi in bilico​Il meccanismo si è inceppato sul più bello, proprio mentre ballano gli ultimi pesantissimi seggi da assegnare nelle coalizioni (si guarda, tra i vari scenari, al possibile secondo scranno per la Lega o al terzo per Fratelli d’Italia). Il motivo della paralisi è purtroppo un grande classico delle tornate messinesi: in troppe sezioni non c’è corrispondenza matematica nei verbali tra il numero dei votanti trascritti e i voti effettivamente scrutinati. Errori di calcolo e incongruenze che hanno costretto i tecnici del Comune a bloccare l’inserimento dei dati nel sistema informatico.​

La palla è passata ufficialmente al Seggio centrale, insediatosi a Palazzo Zanca per avviare il delicato lavoro di verifica e correzione dei faldoni. Se la proclamazione del sindaco Basile si pensa sia questione di poco, la giostra delle preferenze è invece impantanata. Gli uffici comunali stanno procedendo alla convocazione di diversi presidenti di seggio per chiarire le anomalie e provare a sbrogliare la matassa dei voti nominali. Una procedura farraginosa che farà slittare di settimane la proclamazione formale dei consiglieri eletti.​Un allarme rimasto inascoltato​Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, e questo è l’aspetto che solleva le polemiche maggiori.

L’allarme era stato lanciato con estrema chiarezza dai presidenti di seggio ben prima dell’apertura delle urne. Erano state denunciate troppa approssimazione nella macchina organizzativa e, soprattutto, un serio problema di formazione e competenze di chi è stato chiamato a far parte della gestione dei seggi.

​Il risultato finale è lo specchio fedele di quelle preoccupazioni della vigilia: seggi nel caos, conteggi fallaci e un’intera comunità costretta ad aspettare i tempi della burocrazia correttiva per conoscere i propri rappresentanti. Non è la prima volta che succede a Messina, ma la reiterazione del problema dimostra quanto la gestione del voto necessiti di una riforma profonda, partendo proprio dalle competenze dei suoi operatori.