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Taormina, faro dei revisori sulle nuove partecipate: «Vigilare per evitare l’esplosione dei costi»

- 12/05/2026

Approvato il consuntivo 2025. L’organo di controllo striglia l’amministrazione: attenzione ai bilanci delle società, serve tempestività in caso di perdite. Monito anche su inventari e ritardi nei pagamenti.

La lente d’ingrandimento del collegio dei revisori dei conti si posa sui conti del Comune di Taormina, accendendo un faro in particolare sulle società partecipate, la maggior parte delle quali di recente costituzione. L’avvertimento all’amministrazione comunale è chiaro: serve un monitoraggio stringente per scongiurare un’impennata dei costi che potrebbe gravare pesantemente sulle casse pubbliche.

Il monito è contenuto all’interno del parere rilasciato sul bilancio consuntivo del 2025, il documento contabile che ha da poco incassato il via libera del consiglio comunale. L’organo di revisione — guidato dal presidente Antonino Biondo e composto da Filippo Manuele e Francesco Gallo — non si è limitato a una vidimazione di rito, ma ha messo nero su bianco una serie di rilievi e raccomandazioni di natura gestionale e strategica.

Al centro dell’analisi dei revisori c’è proprio la nuova galassia delle partecipate. L’invito esplicito rivolto all’esecutivo è quello di «esercitare la necessaria attività di vigilanza» su questi organismi. L’obiettivo è prevenire: bisogna evitare che si generino buchi e, soprattutto, farsi trovare pronti a intervenire in maniera repentina. Qualora i bilanci 2025 delle società dovessero far emergere delle perdite d’esercizio, avvertono i revisori, l’amministrazione dovrà correre immediatamente ai ripari adottando i necessari provvedimenti o predisponendo adeguati accantonamenti per blindare i conti del Comune.

L’ALLARME DELLE OPPOSIZIONI

Da tempo il faro dell’opposizione si era acceso sulla questione partecipate. La sezione di Taormina del Partito Repubblicano Italiano (PRI) aveva acceso i riflettori sulla “galassia” delle società partecipate del Comune già ad agosto dello scorso anno. Con un documento dettagliato, i Repubblicani avevano denunciato quella che definirono “un’anomalia amministrativa”: ben sette enti partecipati che, a loro dire, stanno progressivamente “spogliando il Comune di funzioni e significato“, con un conseguente aumento di costi, inefficienze e rischi per la collettività.

Inventari e tempi di pagamento

Le raccomandazioni del collegio, tuttavia, non si esauriscono sul fronte societario. Il documento punta i riflettori su altre due questioni cruciali per la tenuta e l’efficienza della macchina amministrativa. In primo luogo, l’organo di controllo ha reiterato la richiesta di procedere all’aggiornamento annuale degli inventari dell’Ente: un passaggio tecnico ma fondamentale per la trasparenza, poiché le variazioni intervenute rispetto alla dotazione iniziale devono obbligatoriamente essere conciliate con le scritture patrimoniali.

Infine, un forte richiamo alla credibilità commerciale del Comune. I tre revisori hanno infatti raccomandato di attivare ogni strategia possibile per garantire il rigoroso rispetto dei termini di pagamento delle transazioni commerciali, un nodo cronico per molti enti locali che richiede un deciso cambio di passo per non penalizzare i fornitori che lavorano con l’ente pubblico.