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Hantavirus, scatta il piano del Ministero della Salute: quarantena di 42 giorni per i contatti a rischio. Schillaci: «In Italia nessun pericolo»

- 12/05/2026
hantavirus nave Tenerife

Hantavirus, altri 3 contagi tra passeggeri della nave Hondius. Due italiani in quarantena

Il livello di allerta europeo si alza attorno al focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, ma per l’Italia la situazione resta sotto controllo. A confermarlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha rassicurato il Paese nonostante l’emanazione di una nuova circolare ministeriale contenente le linee guida per arginare eventuali contagi. Tra le misure principali, spicca la quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ad alto rischio.

Le rassicurazioni del Governo e il quadro italiano

«Da noi nessun pericolo», ha precisato Schillaci, facendo il punto sulle quattro persone attualmente in isolamento in Italia, passeggeri del volo Klm su cui viaggiava la turista olandese sbarcata dalla nave e successivamente deceduta. «I risultati dei test ancora non li abbiamo, ma le persone stanno bene, sono asintomatiche e seguite con grande attenzione dalle autorità sanitarie. Oggi non c’è alcun pericolo in Italia: è un virus diverso dal Covid, con una bassa contagiosità. Siamo tranquilli». A livello nazionale, il tracciamento ha portato all’isolamento anche di due marittimi, attualmente in quarantena in Campania e in Calabria.

Il rischio di una diffusione dell’Hantavirus Andes nel nostro Paese è considerato molto basso. Il serbatoio naturale del patogeno, il roditore Oligoryzomys longicaudatus, vive infatti esclusivamente in Sud America. Sebbene in Italia siano presenti roditori portatori di altri ceppi (come Puumala e Dobrava), le infezioni umane restano eventi rari e strettamente legati a viaggi all’estero.

Le misure della circolare: 42 giorni di isolamento

Per prevenire ogni possibile falla, il Ministero della Salute — tramite una circolare firmata dal capo del dipartimento della Prevenzione, Maria Rosaria Campitiello, e dal direttore Sergio Iavicoli — ha innalzato il livello di guardia, specialmente per chi ha incrociato la rotta della Mv Hondius.

Le regole per i soggetti ad alto rischio sono stringenti:

  • Quarantena fiduciaria di 42 giorni, necessaria per coprire il lungo e variabile periodo di incubazione del virus Andes.
  • Isolamento in stanza separata, mantenendo una distanza di almeno due metri dai conviventi e utilizzando stoviglie dedicate.
  • Divieto di viaggio su mezzi pubblici e voli commerciali, con uscite consentite solo per necessità legate alla salute mentale e rigorosamente con mascherina chirurgica.

Per i contatti occasionali è invece previsto un automonitoraggio di 42 giorni, con l’obbligo di segnalare immediatamente alle autorità sanitarie l’eventuale comparsa di febbre, dolori muscolari, affaticamento o problemi respiratori. Massima allerta richiesta anche a compagnie aeree e operatori marittimi per il tracciamento dei passeggeri.

Il focolaio della Mv Hondius e i casi in Europa

Mentre i Paesi Bassi hanno accolto ieri sera i due voli di evacuazione con a bordo 28 passeggeri della nave-focolaio, in Europa si registrano i primi contraccolpi del cluster. In Olanda, dodici membri dello staff dell’ospedale universitario Radboud di Nijmegen sono stati posti in quarantena per sei settimane a causa di errori procedurali nello smaltimento di urina e nel prelievo di sangue di un paziente positivo. L’ospedale ha comunque specificato che il rischio di contagio interno rimane basso.

Notizie arrivano anche dalla Spagna, dove uno dei passeggeri evacuati dalla Mv Hondius è risultato positivo al primo test per l’Hantavirus. Attualmente ricoverato all’ospedale militare Gómez Ulla di Madrid, l’uomo è in buone condizioni e asintomatico, mentre gli altri 13 cittadini spagnoli testati sono risultati negativi.

Contagiosità e incubazione: i tempi del virus

A fare chiarezza sulle dinamiche del contagio è intervenuta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). L’Hantavirus raggiunge il picco di contagiosità nelle prime fasi della malattia, trasmettendosi con maggiore facilità all’esordio dei sintomi: proprio per questo è fondamentale la tempestività della quarantena.

Il periodo di incubazione si aggira in media intorno alle tre settimane, iniziando spesso con sintomi lievi come stanchezza e febbricola prima di degenerare. Tuttavia, potendo l’incubazione estendersi fino a 42 giorni, le autorità sanitarie internazionali non escludono l’emersione di nuovi casi nelle prossime settimane, complice l’ambiente chiuso e la convivenza stretta che hanno caratterizzato la permanenza sulla nave da crociera.