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Elezioni a Messina, nasce il “Patto per il Verde”: un appello ai cinque candidati sindaco

- 09/05/2026

Le associazioni ambientaliste chiedono un impegno formale in cinque punti per la tutela del paesaggio. Massima allerta per il rischio frane allo svincolo di Boccetta.

La sfida elettorale per la guida della città non si gioca solo su infrastrutture e bilanci, ma anche sul futuro ecologico del territorio. È con questa forte premessa che le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Lipu, Serapide e il Comitato Non Sono Indifferente, supportati dalle competenze tecniche degli agronomi Alessandro Giaimi e Daniel Carnabuci, hanno redatto e presentato il “Patto Per il Verde”.

Il documento, un programma articolato in cinque punti fondamentali per il futuro di Messina, è stato consegnato direttamente ai cinque candidati alla carica di Sindaco in questa tornata elettorale. L’invito è aperto e diretto: sottoscrivere il patto qualora i punti proposti siano in linea con i loro programmi elettorali. Al centro dell’iniziativa c’è la forte necessità di condividere una visione chiara del patrimonio verde urbano, inteso come un bene inestimabile da salvaguardare, gestire con cura e ampliare progressivamente.

L’allarme rosso per lo svincolo di Boccetta

Oltre alla pianificazione a lungo termine, il documento accende i riflettori su una criticità immediata che richiede interventi urgenti. Le associazioni denunciano una situazione di grave pericolo allo svincolo autostradale di Boccetta, dove sono in atto evidenti movimenti franosi. L’allarme guarda in particolare alla prossima stagione invernale, quando il dissesto è inevitabilmente destinato ad accentuarsi.

A pesare su questa instabilità, secondo i redattori del Patto, è stato anche l’impatto antropico recente: un taglio drastico di tutta la vegetazione presente sul sito che, con il suo apparato radicale, svolgeva un ruolo fondamentale nel trattenere e stabilizzare parte del costone.

Il Sindaco come custode del territorio

La proposta avanzata non si esaurisce in una sterile lista di richieste. Ai candidati che decideranno di porre la propria firma in calce al documento viene offerta una partnership strategica: la collaborazione fattiva e costante delle Associazioni Ambientaliste e del Comitato nella realizzazione pratica dei progetti.

Il messaggio di fondo consegnato a chi si candida a governare Messina è di natura tanto politica quanto culturale: il Sindaco non può essere considerato soltanto un amministratore di risorse pubbliche. Deve assumere il ruolo di primo custode delle bellezze naturali, del paesaggio e dell’ambiente. Una figura istituzionale che si pone attivamente a protezione della flora e della fauna, garante della sicurezza del territorio e della qualità del verde cittadino.


PATTO PER IL VERDE
DOCUMENTO IN 5 PUNTI PER GLI ASPIRANTI SINDACO
IMPEGNI E PROGRAMMI RIVOLTI AL FUTURO

Il Comitato Non Sono Indifferente, Italia Nostra, Lipu, Serapide hanno redatto questo documento in 5 punti rivolto al futuro della Città di Messina, senza in alcun modo voler giudicare o biasimare nessuna delle amministrazioni che si sono succedute nel passato. Pertanto solo Impegni e Programmi rivolti ad un cambiamento reale da parte della futura amministrazione nei confronti della vegetazione. Si chiede la condivisione di una visione del patrimonio verde come bene da salvaguardare, gestire e ampliare.
Ricordiamo che gli alberi sono patrimonio di tutta la comunità e servono a evitare frane e dissesti idrogeologici, ci danno l’aria che respiriamo, in estate diminuiscono di almeno10 gradi la temperatura, sono sicuramente un bene paesaggistico da preservare, assorbono gli inquinanti e sono l’habitat naturale per uccelli ed altri animali. Pertanto la loro difesa equivale alla difesa della salute pubblica. A questa visione si affianca la regola del 3-30-300, un principio guida internazionale di pianificazione urbana sostenibile, che stabilisce che ogni cittadino dovrebbe vedere almeno 3 alberi dalla propria abitazione, vivere in quartieri con almeno 30% di copertura arborea, avere uno spazio verde accessibile entro 300 metri. Tale criterio dovrà diventare riferimento per la pianificazione del verde urbano a Messina.
Fatta questa premessa, se i candidati a guidare la città firmeranno questo documento avranno la collaborazione fattiva delle Associazioni Ambientaliste e del Comitato Non Sono Indifferente per realizzare quanto andiamo ad esporre.

1 Dato il grave scempio attuato con il taglio di diecine di migliaia di alberi lungo la A18,  la A20 ed anche nella tangenziale di Messina ci impegniamo a far ripristinare quanto è stato tolto alla cittadinanza. Non con la messa a dimora di piantine di 2/3 anni che impiegheranno almeno 25 anni a crescere ma, come hanno intimato altri sindaci della provincia di Messina, con alberi già cresciuti della stessa tipologia di quelli abbattuti o nuovi impianti che devono essere calibrati in base ad un bilancio carbonico e con attenzione al paesaggio.
In particolare, è importante sanare il danno operato negli svincoli e nei costoni. Già da tempo nello svincolo di Boccetta, ma anche in altre zone, sono evidenti movimenti franosi che nel prossimo inverno sono destinati ad accentuarsi, anche a causa del drastico taglio di tutta la vegetazione che teneva, con le sue radici, parte del costone. Urge un intervento per mettere in sicurezza il luogo. Nuova vegetazione, non tagli.
Pertanto provvederemo a chiamare alle loro responsabilità coloro che hanno esposto Messina a questo rischio.

2 Nelle more dell’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, al quale è stata, fino a oggi, legata l’approvazione di un Piano del Verde pubblico, i candidati s’impegnano, entro 120 giorni dall’insediamento, all’approvazione di un Regolamento del Verde. Anche in questo importante aspetto le Associazioni ed il Comitato garantirebbero la massima collaborazione date le competenze specifiche che hanno in questo campo.

3 La nuova amministrazione in merito agli abbattimenti degli alberi all’interno del territorio del Comune di Messina si impegna a seguire e vigilare che le leggi che regolano questa materia vengano rispettate. Tra gli altri aspetti, il Regolamento dovrà tenere conto dei più recenti orientamenti della giurisprudenza, come la sentenza n. 9178 del 27 ottobre 2022 con cui il Consiglio di Stato ha sancito che l’abbattimento di alberi ad alto fusto è illegittimo in assenza di un pericolo
concreto e documentato per l’incolumità pubblica. Non bastano valutazioni superficiali o generiche, serve una perizia tecnica puntuale per ogni albero che dimostri, anche tramite verifiche strumentali, l’effettivo rischio sanitario o di stabilità e quando necessario di trazione eseguita da un perito abilitato.
Il parere tecnico deve attestare l’irreversibilità delle condizioni fitosanitarie e si devono rispettare i vincoli paesaggistici, le aree protette e i criteri ambientali minimi. Nel caso si renda indispensabile l’abbattimento di un albero si avrà la ripiantumazione nello stesso luogo o nelle vicinanze entro 90 giorni. Infine la messa a dimora di un albero per ogni bambino nato nell’ambito del territorio comunale. Si dovrà inoltre incrementare il verde pubblico nei modi e per gli effetti indicati dalla legislazione europea (Legge sul restauro della natura) recepita dalla normativa italiana.

4 La nuova amministrazione sancirà il DIVIETO ASSOLUTO DI CAPITOZZATURA degli alberi che equivale, se riescono a sopravvivere, a deformarli e snaturarli. Si rispettino i Criteri Ambientali Minimi (CAM), previsti dal DM 10/03/2020, e le nuove Linee Guida Nazionali del CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali) che segnano un punto di non ritorno nella gestione del verde pubblico. Pratiche selvagge come capitozzature, tagli delle radici e “tombamenti” nell’asfalto sono ufficialmente dichiarate tecnicamente e legalmente “contra legem”.
Per bitumare o pavimentare aree alberate senza danneggiare le radici è fondamentale utilizzare materiali drenanti, traspiranti ed elastici che evitano il compattamento del suolo e consentono il passaggio di acqua e aria, essenziali per la respirazione delle radici, riducendo così la necessità delle radici stesse di “affiorare” alla ricerca di ossigeno.
Le normali potature stagionali, solo per gli alberi che si possono potare, saranno effettuate da ditte specializzate e competenti in questo delicato lavoro in modo da non compromettere la vita della piante. Dovranno essere introdotti, accanto al criterio del massimo ribasso, parametri premiali quali la presenza di operai in possesso di attestazioni di frequenza di corsi specializzandi e di figure professionali, quali agronomi e arboricoltori in genere, che possano rivestire le funzioni di Direttori operativi.
Tali potature saranno eseguite solo da ottobre a febbraio in quanto da metà marzo a fine settembre è altamente sconsigliato al fine di proteggere la nidificazione degli uccelli (la cui distruzione è vietata dalla legge). Ricordiamo che già a marzo tanti alberi e piante hanno i nuovi getti e i fiori che se vengono tagliati si compromette l’esistenza della pianta.

  1. Messina rimane tra le pochissime Città Metropolitane prive, nel proprio organico, della figura di funzionari tecnici con percorso di studi e di specializzazione specifici nel settore della selvicoltura urbana. Oggi la funzione di programmazione e gestione del patrimonio verde è delegata esclusivamente alla società partecipata Messina Servizi Bene Comune, che così, oltre a essere braccio operativo, assolve, impropriamente, anche alle funzioni di pianificazione e sorveglianza del proprio operato (controllore e controllato), che invece devono continuare ad appartenere all’Ente Comunale. Pertanto, i candidati s’impegnano a introdurre tale figura nell’organico comunale e ad avviare al più presto le relative selezioni.
    Il sindaco non è solo un amministratore: è il custode delle bellezze naturali, del paesaggio e dell’ambiente, ponendosi a protezione della flora e della fauna, della tutela del territorio e del verde urbano.