1 view 3 min 0 Comment

Dramma sfiorato all’ospedale Papardo: paziente tenta il suicidio in Pronto Soccorso, decisivo l’intervento di un vigilante

- 05/05/2026

​La tragedia è stata evitata per una manciata di secondi. Al pronto soccorso dell’ospedale Papardo di Messina, un paziente psichiatrico ha tentato di togliersi la vita all’interno della stanza di degenza. A salvarlo in extremis è stata la prontezza di riflessi di una guardia giurata.​

L’uomo, che si trovava in regime di arresti domiciliari, era giunto in ospedale in ambulanza a seguito di una forte crisi esplosa nella propria abitazione. Dopo aver effettuato l’accesso al triage, è stato collocato nella saletta temporaneamente dedicata alle problematiche psichiatriche. Approfittando di un momento in cui era rimasto da solo, il paziente è salito su una lettiga, ha fabbricato una sorta di cappio utilizzando un laccio di plastica e si è lasciato andare nel tentativo di strangolarsi.​

Il dramma è stato sventato dall’ingresso provvidenziale di un metronotte. Accortosi immediatamente di quanto stava accadendo, la guardia si è precipitata sull’uomo riuscendo a sfilargli il laccio dal collo prima che le conseguenze diventassero irreversibili. Un intervento congiunto del medico di guardia e di un infermiere ha poi permesso di immobilizzare e mettere in sicurezza il paziente. Tenuto sotto stretta osservazione medica, è stato dimesso il giorno seguente.​

L’emergenza sicurezza e i precedenti al Papardo

​Il tentato suicidio è solo l’ultimo di una serie di episodi critici che hanno coinvolto degenti con problematiche psichiatriche all’interno del nosocomio messinese, riaccendendo l’attenzione sui protocolli di sicurezza nei reparti di prima emergenza.​

Poche settimane prima, il 28 aprile, la stessa struttura era stata teatro di forti tensioni: un paziente psichiatrico di 46 anni aveva dato in escandescenze devastando gli arredi e cercando di colpire medici, infermieri e gli agenti delle Volanti intervenuti per sedare la rivolta. In quel frangente, un vigilante era rimasto lievemente ferito a una mano e l’uomo era stato arrestato.​Resta ancora vivo, inoltre, il ricordo del grave precedente che ha visto protagonista un altro paziente psichiatrico: sfuggito ai controlli del personale, l’uomo era riuscito a fuggire dal perimetro dell’ospedale Papardo venendo poi investito da un mezzo in transito e riportando gravissime fratture.​

Una scia di eventi che delinea un quadro estremamente complesso, confermando la crescente difficoltà nella gestione delle acuzie, dove a rischiare sono sia gli operatori in prima linea sia i pazienti nei loro momenti di massima vulnerabilità.