L’affondo in Aula della vicepresidente dei senatori di Italia Viva sulle procedure per lo Stretto: «Saltati i vagli economici e ambientali, il governo eviti salti nel buio. Inutile nominare un supercommissario e annunciare tagli di nastri senza le garanzie tecniche per chiudere i cantieri».

Roma, 29 aprile 2026 – “Questo provvedimento, dal titolo ‘Ponte e co.’ dove ‘co.’ sta per commissari e concessioni, ha come obiettivo principale quello di rimettere ordine in una materia dove finora il Governo ha incassato più e più censure”. Lo ha detto stamane la senatrice Dafne Musolino Vice Capogruppo di Italia Viva al Senato nel corso della discussione odierna al Senato per la conversione in legge del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni
“Dopo le irritazioni iniziali, anche per i pareri contrari della Corte dei Conti, vi siete rimessi in asse e avete compreso che i passaggi procedurali non si possono omettere. Chi ha interesse a realizzare la più grande infrastruttura del Paese non giustifica il salto dei vagli tecnici, dei vagli economici, del piano economico e degli aggiornamenti ambientali”.
La Senatrice ha poi ribadito in modo netto la posizione sul Ponte, puntando il dito contro i rischi concreti per il territorio: “Non c’è da parte nostra alcuna contrarietà ideologica al Ponte sullo Stretto, e ve lo dice una messinese assumendomi la piena responsabilità di questa dichiarazione. Tuttavia, non ci può essere neanche un atto fideistico. È inaccettabile, per una cittadina della città dove si farà quest’opera, pensare che si possa dare avvio a dei cantieri per poi sospenderli perché manca un parere, perché non siamo aggiornati o perché la struttura non è completa. Ancor peggio sarebbe iniziare a sventrare una città con tanti cantieri e poi fermarsi perché ci si rende conto che non si hanno le capacità per andare avanti”.
Sulla questione dei commissari, la Musolino ha denunciato l’inefficacia delle scelte governative: “Non si capisce quale sia il modello logico in forza del quale numerose opere vengono sottratte ai commissari già nominati per metterle sotto la guida di un unico super commissario. Invece di indagare sulle vere cause del ritardo, si crea una duplicazione di modelli già operanti, evidentemente inefficaci e non producenti, quindi economicamente deficitari, ma che perseverate a mantenere”.
Infine, un duro monito al Ministro delle Infrastrutture: “Questo continuo propagandare l’imminente avvio e l’ennesima visita del Ministro Salvini in Sicilia e in Calabria per tagliare fantomatici nastri vi rende francamente sempre meno credibili e poco seri. Dite le cose come stanno: stanziate le risorse, fate un procedimento articolato per i punti essenziali e metteteci il buon senso che, fino adesso, francamente è mancato”.




