
MESSINA – Un nuovo, meticoloso sopralluogo per cristallizzare la scena del crimine e far combaciare ogni singolo frammento con le parole messe a verbale. Questa mattina, l’abitazione di Daniela Zinnanti, vittima di femminicidio, è stata nuovamente isolata e passata al setaccio dagli investigatori.Gli specialisti del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, affiancati dalla squadra cittadina e dagli agenti della Squadra Mobile di Messina, sono entrati nell’appartamento con un obiettivo preciso: ricostruire l’esatta dinamica dell’assassinio e confrontare i riscontri oggettivi con le dichiarazioni fornite dall’assassino in sede di interrogatorio.

Per non lasciare nulla al caso, la Polizia ha messo in campo le tecnologie più avanzate. Tra le stanze dell’appartamento è entrato in azione il laser scanner, strumento in grado di mappare l’ambiente in tre dimensioni e creare un modello virtuale millimetrico della scena del crimine. I rilievi si sono concentrati sulla disposizione degli spazi, ma la priorità è stata la caccia a nuove tracce dattiloscopiche sfuggite in un primo momento, fondamentali per mappare i movimenti esatti all’interno della casa.L’attenzione massima degli esperti si è focalizzata sulla finestra. È da questo infisso che, secondo le ricostruzioni, l’omicida ha avuto accesso all’abitazione per compiere il delitto. Gli agenti della Scientifica hanno analizzato il punto di effrazione palmo a palmo per accertare le reali modalità di ingresso, cercando conferme o eventuali smentite alla versione fornita fino a questo momento. Un lavoro di cesello, squisitamente tecnico, essenziale per blindare il quadro accusatorio e non lasciare alcuna zona d’ombra sulle ultime ore di vita di Daniela.





