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Tre attentati in pochi mesi, Tommaso Dragotto sotto scorta: allerta massima dopo l’ultimo rogo alla Sicily by Car

- 12/06/2026

Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha disposto il quarto livello di protezione per l’imprenditore palermitano. Blindata e agenti dopo la nuova intimidazione nel deposito di via San Lorenzo

Tre attentati in pochi mesi. Una sequenza troppo pesante per essere derubricata a semplice coincidenza. Dopo l’ultimo incendio che ha colpito il deposito della Sicily by Car in via San Lorenzo, a Palermo, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito oggi in prefettura, ha disposto la scorta per l’imprenditore Tommaso Dragotto.

A Dragotto è stato assegnato il quarto livello di protezione: auto blindata e agenti incaricati della tutela personale. Una decisione maturata dopo una serie di episodi che ha fatto alzare il livello di allerta attorno all’imprenditore e alla sua azienda.

Il primo segnale era arrivato con la sventagliata di kalashnikov contro il deposito della Sicily by Car in via San Lorenzo. Poi l’incendio che aveva distrutto una ventina di auto nella nuova sede di Villagrazia di Carini, inaugurata da poco. Infine, nella notte tra mercoledì e giovedì, ancora fiamme nello stesso deposito palermitano di via San Lorenzo. Il bilancio dell’ultimo rogo è pesante: undici mezzi distrutti.

Il clima è diventato pesantissimo. Dragotto non nasconde amarezza e preoccupazione, pur continuando a mantenere una posizione netta. «Non desideravo la scorta, ma dopo gli ultimi eventi chi di competenza ha deliberato in questa maniera», ha detto l’imprenditore.

Dragotto ha ribadito anche quanto già dichiarato dopo i precedenti attentati: nessuna minaccia, nessuna richiesta estorsiva ricevuta. In caso contrario, ha spiegato, avrebbe denunciato immediatamente. «È una questione di dignità, non mi piego», è la linea che l’imprenditore ha sempre rivendicato pubblicamente.

L’ultimo incendio contro la Sicily by Car arriva in un contesto già segnato da altre intimidazioni nella zona occidentale di Palermo. Appena ventiquattro ore prima era stato tentato un incendio al ristorante-pizzeria Ulisse, a Tommaso Natale. In quel caso, per fortuna, i danni sono stati contenuti.

Nel deposito di via San Lorenzo, invece, il fuoco ha lasciato solo carcasse annerite e cenere. Un altro segnale inquietante in una città dove la pressione criminale torna a farsi sentire con metodi brutali, diretti, plateali. E dove la risposta dello Stato, almeno sul fronte della tutela personale, è adesso diventata inevitabile.