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Progetto “HOME”, Uil e Adoc contro il Comune: “No al click day, è una guerra tra poveri. Si crei una graduatoria basata sul disagio”

- 09/09/2025
anca casa

MESSINA – Il progetto “HOME – Sistema di contrasto al disagio abitativo” del Comune di Messina finisce nel mirino dei sindacati. La Uil, con il segretario generale Ivan Tripodi, e l’Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori), con il presidente provinciale Claudio Cardile, hanno inviato una lettera formale al Sindaco, all’assessore ai Servizi Sociali Alessandra Calafiore e al dirigente del dipartimento Salvatore De Francesco per chiedere una modifica sostanziale del bando.

Al centro della contestazione c’è il criterio di selezione dei 196 beneficiari: una modalità “a sportello” che premia unicamente la velocità, trasformando un’opportunità per i più bisognosi in una gara informatica.

“Chi tardi arriva, male alloggia”: un criterio ingiusto

Pur riconoscendo il progetto come un “positivo punto di partenza” per affrontare il “serio dramma sociale” del disagio abitativo a Messina, Uil e Adoc bocciano senza appello la modalità di selezione. L’articolo 6 del bando, infatti, stabilisce che “l’accesso al contributo avviene con modalità a sportello, fino ad esaurimento delle risorse, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande”.

Una logica che i sindacati definiscono inaccettabile. “In parole povere ‘chi tardi arriva male alloggia’ e questa affermazione è assolutamente in tema parlando proprio di alloggi per persone disagiate” – scrivono Tripodi e Cardile. “Riteniamo che questa scelta dell’amministrazione comunale sia profondamente sbagliata sotto ogni punto di vista, in quanto la velocità con cui si riesce a trasmettere la domanda non può essere il giusto criterio con cui scegliere la platea dei beneficiari del contributo”.

La proposta: una graduatoria basata sui reali bisogni

Invece di un “click day”, Uil e Adoc chiedono di stilare una graduatoria basata su punteggi che riflettano le reali condizioni di difficoltà dei richiedenti. La proposta è chiara: “è opportuno prevedere un criterio di valutazione che tenga conto di vari parametri nella determinazione della graduatoria degli aventi diritto”.

Tra i criteri suggeriti figurano:

  • Valore ISEE del nucleo familiare.
  • Numero di componenti della famiglia.
  • Presenza di persone con invalidità e relativa gravità.
  • Esistenza di sfratti esecutivi o ordinanze di sgombero.

I rischi del “Click Day”: server bloccati e una “guerra tra poveri”

I sindacati mettono in guardia anche sui problemi pratici e sociali che il click day, fissato per il 22 settembre, inevitabilmente genererà. Primo fra tutti, il rischio di un blocco dei server comunali, incapaci di reggere il sovraccarico di migliaia di accessi simultanei. “Succede anche con l’Inps che ha certamente dei mezzi più potenti” – avvertono.

Inoltre, la procedura esclude chi ha scarsa dimestichezza con i sistemi informatici o non possiede un computer e una connessione stabile, costringendo i cittadini a rivolgersi ai CAF. Questo, secondo Uil e Adoc, rischia di innescare una triste ‘guerra tra poveri’ per fare in modo di essere tra i primi a trasmettere la domanda”.

Per questi motivi, la richiesta finale è perentoria: “…che venga modificato il bando attraverso la previsione di un criterio che tenga conto delle condizioni economico-sociali dei singoli partecipanti e, pertanto, si annulli il clic day che premierà solo ed esclusivamente chi avrà fatto prima la domanda.”

ivan tripodi uil
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