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Pistunina, il video inedito del crollo: sessanta secondi di immobilità prima del disastro. I dubbi sui progetti della palazzina

- 27/10/2026
Pistunina, il video inedito del crollo: sessanta secondi di immobilità prima del disastro. I dubbi sui progetti della palazzina

Le immagini riprese da una telecamera di un edificio vicino sono state mostrate durante un incontro in Procura, alla presenza dei familiari delle vittime. Gli investigatori ricostruiscono la storia edilizia dell’immobile: agli atti mancherebbe la documentazione relativa all’ampliamento degli anni Novanta. Nuovi accertamenti sui materiali affidati all’Università di Palermo.

Pistunina, il video inedito del crollo: sessanta secondi di immobilità prima del disastro. I dubbi sui progetti della palazzina
Pistunina, il video inedito del crollo: sessanta secondi di immobilità prima del disastro. I dubbi sui progetti della palazzina

Il primo segnale è un movimento della terrazza e dell’ultimo piano. Poi tutto si ferma. Per sessanta secondi l’edificio sembra immobile, fino a quando la struttura cede improvvisamente. Il crollo si consuma in pochi istanti. È la sequenza della tragedia di Pistunina del 30 luglio, documentata da un filmato finora inedito, acquisito dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Messina.

A raccontare l’esistenza del video è la Gazzetta del Sud, che riferisce anche dei nuovi elementi emersi dagli accertamenti tecnici e documentali. Le immagini provengono da una telecamera installata in uno degli edifici di fronte alla palazzina. Una registrazione fortuita che potrebbe rivelarsi determinante per ricostruire la dinamica del cedimento. Il filmato è stato proiettato al termine di un incontro nella biblioteca del Palazzo di giustizia, davanti a una trentina di persone, tra magistrati, consulenti, indagati, difensori e familiari delle vittime. La visione ha suscitato profonda commozione, soprattutto tra quanti hanno perso i propri cari.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura diretta da Antonio D’Amato, è affidata alle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone. Sono state proprio le due magistrate, insieme ai consulenti tecnici Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani, a promuovere l’incontro per illustrare lo stato degli accertamenti e le attività ancora necessarie.

Il nodo dei progetti e delle autorizzazioni

Accanto alla ricostruzione della dinamica del crollo, gli investigatori stanno esaminando la storia amministrativa e strutturale dell’edificio, a partire dalla progettazione originaria e dalle modifiche intervenute negli anni successivi. Il primo progetto, risalente al 1992, avrebbe previsto un carico di 500 chilogrammi per metro quadrato. Per questa fase i carabinieri avrebbero recuperato presso il Genio civile e il Comune la documentazione relativa alle autorizzazioni.

Più incerta appare invece la situazione dell’ampliamento realizzato tra il 1996 e il 1997. Secondo quanto riferisce la Gazzetta del Sud, al Genio civile non sarebbe stata finora rintracciata documentazione relativa a quell’intervento. Una circostanza ancora da chiarire, anche perché nel successivo progetto per l’installazione dell’ascensore, datato 2007, figurerebbero riferimenti ad atti di approvazione delle modifiche apportate alla palazzina negli anni Novanta. L’apparente contraddizione costituisce uno dei punti sui quali dovranno concentrarsi ulteriori verifiche. Il mancato ritrovamento di un documento, in questa fase, non significa necessariamente che l’atto non sia mai esistito o che i lavori siano stati eseguiti senza autorizzazione. Le ricerche negli archivi potrebbero portare all’acquisizione di altri elementi. Resta però da ricostruire con precisione quali interventi siano stati effettuati, sulla base di quali progetti e con quali verifiche strutturali.

Le analisi a Palermo e i nuovi prelievi

Una parte importante dell’indagine riguarda le caratteristiche dei materiali utilizzati nella costruzione. I campioni già sequestrati e custoditi nelle aree del parcheggio San Filippo e del XXIV Artiglieria Peloritani saranno sottoposti ad analisi presso un laboratorio specializzato dell’Università di Palermo. Gli accertamenti non si fermeranno ai reperti già disponibili. I consulenti hanno previsto ulteriori carotaggi sulle porzioni della struttura rimaste in piedi, per prelevare campioni da sottoporre agli esami di laboratorio. Si tratta di operazioni delicate, subordinate alle valutazioni di sicurezza dei vigili del fuoco. L’instabilità dell’edificio impone infatti particolari precauzioni per consentire ai tecnici di lavorare sulle parti superstiti. Al termine dell’incontro in Procura, i partecipanti si sono trasferiti nell’area di Pistunina per proseguire le attività programmate.

Le cause del cedimento ancora da accertare

La consulenza tecnica dovrà stabilire quali fattori abbiano provocato il collasso parziale della palazzina e se alla sua origine abbiano contribuito eventuali carenze progettuali, problemi strutturali o interventi effettuati nel corso degli anni. Sarà necessario verificare anche l’eventuale esistenza di errori nella progettazione e individuare possibili responsabilità, senza anticipare conclusioni che soltanto gli accertamenti potranno sostenere. Il video acquisito dai carabinieri aggiunge un elemento alla ricostruzione: la successione temporale degli ultimi movimenti dell’edificio, quella pausa di sessanta secondi e il successivo cedimento. Le immagini documentano ciò che è accaduto, ma non sono sufficienti, da sole, a spiegare perché sia accaduto.

La risposta è affidata all’esame dei progetti, alle verifiche sulle autorizzazioni edilizie e alle prove sui materiali. Per queste ultime occorrerà attendere l’esecuzione dei nuovi prelievi, dopo il via libera dei vigili del fuoco.

Gli Indagati

Sono sempre cinque le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Messina, impegnata a ricostruire le cause del cedimento e le eventuali responsabilità legate alla progettazione, ai lavori e alle verifiche effettuate sull’edificio.

L’ultima iscrizione riguarda l’ingegnere Roberto Campagna, 58 anni, che firmò il collaudo del 2007, successivo a ulteriori interventi sulla struttura. In precedenza era stato indagato anche Franco Colonna, 91 anni, il professionista che aveva eseguito il primo collaudo, risalente al 1992.

I due ingegneri si aggiungono ai tre soggetti già coinvolti nell’indagine: gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone, che avrebbe ricoperto il ruolo di direttore dei lavori.

Le rispettive posizioni sono legate a differenti fasi della vicenda edilizia. Panarello aveva preso in locazione un intero piano dell’immobile per realizzarvi un supermercato, mentre D’Alì è il titolare dell’impresa incaricata degli interventi di consolidamento della struttura.

Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. L’indagine dovrà chiarire le singole condotte e le eventuali responsabilità, senza che l’iscrizione nel registro degli indagati costituisca un accertamento di colpevolezza.

L’attenzione degli investigatori si concentra dunque anche sulla successione dei collaudi e sulle condizioni strutturali dell’edificio nelle diverse fasi della sua trasformazione. Un percorso di verifiche documentali e tecniche che dovrà essere confrontato con i risultati delle analisi sui materiali e con la ricostruzione della dinamica del crollo.

Pistunina, il video inedito del crollo: sessanta secondi di immobilità prima del disastro. I dubbi sui progetti della palazzina
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.