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De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di “inciucio” o trappola politica?

- 26/10/2026
De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di "inciucio" o trappola politica?

Il leader di Sud chiama Nord racconta a Telecolor come sarebbe riuscito a ribaltare i sondaggi e a portare Basile alla vittoria. Dietro il successo elettorale, secondo la sua stessa ricostruzione, ci sarebbero state interlocuzioni trasversali con i due schieramenti avversari. Ma senza nomi né riscontri, la dichiarazione rischia di diventare soprattutto un’arma per destabilizzare le opposizioni. E a perdere credibilità è l’intero quadro politico messinese.

De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di "inciucio" o trappola politica?
De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di "inciucio" o trappola politica?

A Messina alle ultime elezioni amministrative cittadine, centrodestra e centrosinistra hanno combattuto una campagna elettorale contro Federico Basile e Cateno De Luca. Almeno è così ufficialmente. Perché adesso è proprio De Luca a raccontare una storia che, se trovasse conferma, imporrebbe di rileggere buona parte di quella competizione elettorale. Una storia di contatti trasversali, di consensi recuperati e di rapporti politici che avrebbero attraversato i confini degli schieramenti. A raccontarla è il sindaco di Taormina, leader di Sud chiama Nord, nel corso di un’intervista al programma Il Punto di Telecolor.

«Prendete in piccolo quello che è successo a Messina. Mica a Messina il sessanta per cento è frutto, è tutta farina del mio sacco. Io, guardate, sono molto umile nelle situazioni». Una premessa apparentemente modesta, insolita per un politico che ha costruito parte della propria fortuna sulla rivendicazione personale di ogni vittoria. Ma il passaggio successivo è quello politicamente più significativo. «Quando il 23 gennaio 2026 c’era un sondaggio della SWG che dava Basile al 36 per cento, ma vi sembra che io sia Mandrake, che in tre mesi recupero quasi trenta punti? L’ho fatto perché ho discusso in modo trasversale a destra e a sinistra». Le parole sono queste, testuali.

De Luca attribuisce dunque il recupero elettorale di Basile anche a interlocuzioni politiche condotte personalmente con ambienti di destra e di sinistra. Non dice con chi abbia parlato. Non precisa quali impegni sarebbero stati eventualmente assunti. Non chiarisce se quelle conversazioni si siano trasformate in accordi elettorali o se siano rimaste semplici contatti. Al momento, la seconda ipotesi non è dimostrata. È De Luca a suggerire un nesso tra quelle interlocuzioni e il risultato elettorale. E De Luca conosce perfettamente il peso delle proprie parole.

Il dato elettorale è noto. Alle amministrative del maggio 2026 Basile è stato riconfermato sindaco con il 58,4 per cento dei voti, superando Marcello Scurria, candidato del centrodestra, fermatosi al 26,92 per cento, e Antonella Russo, candidata del centrosinistra, arrivata al 12,22 per cento. Il sondaggio SWG del 23 gennaio, già illustrato pubblicamente dallo stesso De Luca dopo le elezioni, attribuiva inizialmente a Basile un potenziale consenso intorno al 36 per cento. Il successivo risultato è superiore di oltre 22 punti percentuali. Un confronto, quello fra una rilevazione preelettorale e il voto effettivo, che non dimostra però da dove siano arrivati i nuovi consensi. Fino a oggi, la narrazione politica della vittoria era stata quella del successo del modello amministrativo, della forza delle liste civiche e della capacità organizzativa di Sud chiama Nord. Adesso De Luca aggiunge un elemento diverso: il dialogo trasversale con i due campi politici che si erano presentati agli elettori come alternativi a Basile. Insomma un magheggio, la vittoria elettorale di Basile così tanto sbandierata sarebbe frutto di un inciucio? Ma allora De Luca quanti voti reali può portare in dote a Fratelli d’Italia. La sua stessa dichiarazione potrebbe risultare un boomerang.

Ma una dichiarazione di De Luca non è automaticamente la prova di un accordo. E soprattutto non è detto che una simile dichiarazione sia davvero una confessione. Il leader di Sud chiama Nord ha dimostrato più volte di utilizzare la comunicazione politica come strumento di pressione sugli avversari. Non sarebbe dunque sorprendente se anche questa uscita fosse destinata principalmente a produrre sospetti, divisioni e diffidenze proprio dentro quelle opposizioni che hanno tentato di contrastare il suo sistema politico. Il meccanismo sarebbe semplice. Senza indicare un nome, De Luca lascia intendere di avere avuto interlocutori nei due schieramenti. Da quel momento ciascuno può sospettare dell’altro. Le sconfitte elettorali diventano possibili tradimenti. Le responsabilità politiche si trasformano in reciproche accuse. E l’opposizione finisce per discutere di sé stessa anziché dell’amministrazione che dovrebbe controllare. Risultato: dividi et impera e tanta pubblicità gratuita.

C’è poi la questione della coerenza. Per mesi centrodestra e centrosinistra hanno presentato agli elettori programmi, candidati e prospettive alternative al sistema De Luca. Hanno chiesto voti in nome di una discontinuità politica. Se davvero alcuni loro rappresentanti avessero contemporaneamente lavorato, anche indirettamente, per favorire la riconferma del sindaco uscente, la questione investirebbe la credibilità dell’intera competizione. Non sarebbe illegittimo in sé dialogare con un avversario. Sarebbe politicamente assai più difficile giustificare un eventuale doppio gioco nei confronti dei cittadini.

Ma anche De Luca dovrebbe spiegare il significato delle proprie dichiarazioni. Perché chi costruisce una vittoria elettorale sulla contrapposizione con gli avversari e poi ne rivendica il contributo, reale o presunto, mette in discussione la stessa rappresentazione politica di quella vittoria. Il tutto mentre Sud chiama Nord ha appena stretto un’intesa nazionale con il centrodestra di Giorgia Meloni, continuando a rivendicare in Sicilia la propria autonomia e la propria opposizione al governo regionale di Renato Schifani. Una geometria politica già complessa, alla quale la vicenda messinese aggiunge ulteriori contraddizioni.

La dichiarazione di De Luca lascia aperte due possibilità. La prima è che abbia effettivamente negoziato forme di sostegno con esponenti riconducibili ai due schieramenti, contribuendo a consolidare il risultato di Basile. La seconda è che stia amplificando il significato di normali interlocuzioni politiche per accreditare ancora una volta la propria capacità di controllare gli equilibri cittadini e, contemporaneamente, seminare scompiglio fra gli avversari. La narrazione malcelata è sempre la stessa “Io sono l’ago della bilancia”. In entrambi i casi le sue parole hanno un peso.

E a Messina, dove il confronto politico appare sempre più attraversato da sospetti, cambi di posizione e alleanze mutevoli, la credibilità degli schieramenti ne esce ulteriormente compromessa. Resta allora una questione assai concreta. De Luca dovrebbe chiarire con quali interlocutori abbia discusso e quale sia stato l’effettivo contenuto di quelle conversazioni. Centrodestra e centrosinistra, che dovrebbero essere i primi a chiedere chiarezza a De Luca, potrebbero spiegare se ne siano a conoscenza e se escludano accordi intervenuti durante la campagna elettorale. E Federico Basile dovrebbe precisare se fosse informato delle iniziative politiche che il suo principale alleato oggi rivendica come determinanti per la riconferma. Sarebbe anche interessante sapere cosa ne pensano Marcello Scurria candidato del centrodestra e Antonella Russo, candidata del centrosinistra…

Per il momento c’è soltanto la versione di Cateno De Luca. E una dichiarazione che, senza alcun elemento di verifica sugli eventuali accordi, ha già riportato al centro della discussione politica messinese il significato reale della vittoria elettorale del maggio scorso.

De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di "inciucio" o trappola politica?
De Luca e la vittoria di Basile, la rivelazione sugli accordi: «Ho discusso a destra e a sinistra». Confessione di "inciucio" o trappola politica?
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.