Niente guida dei mezzi di servizio e stop ai turni dopo le 22: il nodo burocratico delle armi e delle autorizzazioni prefettizie che blocca i neo-assunti della Municipale.
La tragedia di Giulia ha scoperchiato un’emergenza che i residenti di Torre Faro denunciano invano da settimane. La movida estiva ha trasformato le notti del borgo marinaro messinese in una polveriera, tra gare di velocità lungo via Circuito e tappeti di bottiglie di vetro abbandonate in strada. L’indignazione esplode tra gli abitanti, che chiedono a gran voce un presidio fisso dei vigili urbani e correttivi urgenti alla viabilità. Ma dietro la carenza di pattuglie della Polizia Municipale nelle ore più critiche si nasconde un preciso scoglio tecnico-burocratico che sta frenando l’impiego delle nuove leve.
I limiti operativi dei nuovi assunti
Il Corpo di Polizia Municipale ha da poco integrato i nuovi agenti, ma il loro impiego sul campo è attualmente soggetto a rigide limitazioni. Pur essendo operativi, i neo-assunti si scontrano con due ostacoli pratici:
- Guida dei veicoli: non possono mettersi al volante dei mezzi di servizio logati finché non avranno acquisito l’apposita patente di servizio.
- Servizi serali e notturni: non possono prestare servizio oltre le ore 22:00. Per operare in fascia notturna è indispensabile il possesso del decreto di Pubblica Sicurezza, conferito dalla Prefettura, che consente loro di essere dotati dell’arma d’ordinanza.
Queste procedure burocratiche sono in corso e richiedono il loro tempo. Tuttavia, considerata la pressione della stagione estiva in zone nevralgiche, l’iter andrebbe adeguatamente attenzionato e velocizzato per garantire rinforzi immediati sulle strade.
Il ruolo della Prefettura e delle altre Forze dell’Ordine
Il controllo del territorio, però, non esiste solo in funzione della Polizia Municipale. Il fronte della sicurezza notturna coinvolge inevitabilmente la Prefettura e tutte le forze dell’ordine. In zone come Torre Faro, dove la movida si sposta in massa durante l’estate, è imprescindibile prevedere una presenza più massiccia e capillare. Polizia di Stato e Carabinieri sono chiamati a fare la loro parte, all’interno di un piano di coordinamento interforze che deve necessariamente partire dal Palazzo del Governo.




