Performance al 100%, manco a dirlo. Ma c’è un valore che smentirebbe il massimo del risultato… l’Ente ha pagato i propri fornitori in ritardo rispetto ai tempi di legge. Nessuna decurtazione del 30% come prevederebbe la legge
A Messina è ufficialmente aperta la stagione dei saldi, o meglio, delle liquidazioni. Dopo il premio di fine mandato del sindaco Federico Basile e la produttività della segretaria generale della Città Metropolitana, il registratore di cassa di Palazzo Zanca ha battuto un altro scontrino pesante. Il documento agli atti è la Determinazione n. 5957 del 23 giugno 2026 , emessa dal Dipartimento Servizi Finanziari della Città di Messina. L’oggetto è di quelli che scaldano il cuore, oltre che il conto in banca: “Corresponsione retribuzione di risultato per l’anno 2024 al Direttore Generale”.
C’è solo un piccolo, esilarante dettaglio: il nome del fortunato beneficiario è stato goffamente sbianchettato. La determina, infatti, è un trionfo di “[OMISSIS…]”. Ma perché? Un segreto di Pulcinella. Basta, infatti, scorrere le righe del documento per tracciare un identikit inequivocabile: si parla del Direttore Generale nominato il 16 dicembre 2022 , che ha ricoperto il doppio incarico in “Convenzione” tra Comune e Città Metropolitana dal 4 dicembre 2023 al 12 dicembre 2024. In pratica, la carta d’identità professionale e contabile di Salvo Puccio. Proprio lui, il super-dirigente “desaparecido” dai radar mediatici dopo la batosta alle recenti elezioni amministrative di Giardini Naxos. Una sconfitta politica bruciante, che però trova oggi una formidabile e puntuale consolazione economica.
I numeri del “risultato”
Ma veniamo alle cifre di questa brillantissima performance amministrativa, sviscerate minuziosamente nella determina. Il contratto per il doppio incarico di Direttore Generale in “Convenzione” prevedeva una retribuzione annua lorda base di 130.000 euro. A questa si applicava una comoda maggiorazione del 35%, che portava il malloppo a quota 175.500 euro. Su questo già florido impianto, andava calcolata la cosiddetta parte variabile, ovvero la retribuzione di risultato, stabilita inizialmente nel 15%.
Ma non bastava? Evidentemente no. Come certificato dalle delibere citate, la valutazione delle performance del Direttore Generale per l’anno 2024 ha decretato, manco a dirlo, la liquidazione del 100% della retribuzione di risultato massima prevista. Un trionfo su tutta la linea. Bravissimo, eccellente, un amministratore da manuale. Peccato per un piccolo inciampo, messo nero su bianco nello stesso documento: il Direttore Generale presenta un indicatore del tempo medio di ritardo delle fatture che è maggiore di zero. Tradotto dal burocratese: l’Ente ha pagato i propri fornitori in ritardo rispetto ai tempi di legge. Per questo motivo, la legge impone di operare una decurtazione punitiva del 30% sulla tanto sudata retribuzione di risultato. Si palesa così un paradosso: la performance direzionale viene valutata al 100%, ma i pagamenti dell’amministrazione languono nei cassetti.
Il bonifico finale
Al netto delle decurtazioni per le fatture-lumaca, il nostro Puccio detto “Omissis” non resta certo a mani vuote. La determinazione autorizza la liquidazione a suo favore di un importo di 18.683,15 euro al lordo delle ritenute di legge. Tra contributi previdenziali INPS e contributi erariali IRAP, il costo complessivo di questa operazione a carico delle casse pubbliche schizza a ben 25.018,60 euro. Di questa cifra, il Comune chiederà poi, a babbo morto, il rimborso del 50% (pari a 11.719,27 euro) alla Città Metropolitana, in virtù della gestione condivisa della figura dirigenziale per il periodo prestato in entrambi gli Enti.
Insomma, mentre a Giardini Naxos le urne non sono state clementi, a Palazzo Zanca il bancomat istituzionale non tradisce mai. E pazienza se i creditori del Comune aspettano i loro soldi o i dipendenti la loro peo, performance e salario accessorio: il bonifico per il Direttore Puccio alias il famigerato “Omissis” è già partito. Rigorosamente a carico dei contribuenti.




