5 views 4 min 0 Comment

Comune di Messina, esplode la protesta: infruttuoso incontro con Sindaco. I sindacati proclamano lo stato di agitazione

- 22/06/2026
Comune di Messina

​Scontro aperto tra le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione comunale.

Nel mirino delle critiche le decisioni unilaterali della Segretaria Generale e il presunto mancato rispetto degli accordi contrattuali.​

Il clima si fa teso a Palazzo Zanca. Le sigle sindacali FP CGIL, UIL FP, CSA e SILPOL, unitamente alla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale del comparto che opera presso il Comune di Messina.

La decisione, comunicata formalmente al Prefetto, al Sindaco e alla Commissione di Garanzia di Roma, segna l’inizio di una vertenza che rischia di avere ripercussioni sulla macchina amministrativa.

​Le cause della rottura​

Al centro della protesta vi è il comportamento attribuito al Segretario Direttore Generale del Comune, la Dott.ssa Rossana Carrubba. I sindacati contestano in particolare la determinazione n. 5113 del 28 maggio 2026. Secondo le sigle, con questo atto il Segretario avrebbe modificato unilateralmente il contratto decentrato (CCDI) economico e normativo del 2024, rettificando una precedente graduatoria per le progressioni economiche all’interno delle aree senza alcuna comunicazione preventiva ai sindacati, alla RSU o ai dipendenti interessati.

Viene inoltre contestato il fatto che tale modifica sia avvenuta senza motivare lo scostamento dalle decisioni precedenti, nonostante la graduatoria provvisoria originaria risultasse conforme all’accordo di contrattazione siglato a dicembre 2023. ​

Ma le lamentele non si fermano alla singola delibera. Il documento di proclamazione denuncia una più ampia inosservanza del contratto normativo 2023/2025.

I rappresentanti dei lavoratori segnalano criticità specifiche: ​

Una volontà manifesta di tagliare istituti contrattuali come le indennità di responsabilità e di disagio, benché formalmente e regolarmente assegnate.

​Il mancato pagamento del lavoro straordinario richiesto, sostituito, in presunta violazione di contratto, dall’imposizione del riposo compensativo. ​

La preannunciata negazione dei differenziali stipendiali (progressioni economiche) all’interno della Delibera di Giunta relativa alla nomina della Delegazione di Parte Pubblica. ​

Tutto questo, sottolineano i sindacati, sta avvenendo in violazione della contrattazione, venendo meno ai principi di correttezza, trasparenza e buona fede. ​

Un’assemblea partecipata e il vertice infruttuoso con il Sindaco​

L’escalation di malumori è culminata in un’assemblea dei lavoratori tenutasi il 16 del mese in corso, dalle 10:30 alle 13:30. L’incontro ha registrato una partecipazione molto alta dei dipendenti, i quali hanno deliberato l’avvio dello stato di agitazione per rispondere alle azioni dell’Amministrazione. ​Nel tentativo di sbloccare la situazione, si è tenuto un incontro diretto con il Sindaco di Messina, che tuttavia non ha prodotto i risultati sperati dai lavoratori e dai loro rappresentanti. ​

Le prossime mosse: diffide legali e minaccia di sciopero​

Le organizzazioni sindacali, rappresentate da Antonino Trino (FP CGIL), Livio Andronico (UIL FP), Pietro Fotia (CSA) e Giuseppe Gemellaro (SILPOL), hanno richiesto l’attivazione immediata della procedura di conciliazione prevista dall’art. 7 dell’accordo del comparto Enti Locali per i servizi pubblici essenziali. ​L’avvertimento, in caso di esito negativo, è categorico. Se non verranno ripristinate corrette relazioni sindacali e onorati gli accordi, la protesta si inasprirà inevitabilmente. I sindacati annunciano future azioni di lotta che includeranno il blocco delle prestazioni legate al salario accessorio e delle attività straordinarie non obbligatorie, fino ad arrivare ad assemblee e vere e proprie giornate di sciopero.

Parallelamente, le sigle si preparano ad agire in sede giudiziaria, ex art. 28 della Legge 300/70, per chiedere la disapplicazione della discussa determinazione n. 5113/2026 emanata dalla Segreteria Generale.