Da Agrigento alle liste fantasma di Bronte: i numeri “creativi” e le percentuali gonfiate che svelano il crollo di Sud Chiama Nord in Sicilia.
Un pallottoliere, un pizzico di fantasia e tanta, tantissima disperazione politica. Una ricetta miracolosa con cui i vertici di Sud Chiama Nord (SCN) stanno tentando il più clamoroso gioco di prestigio elettorale della storia siciliana recente. L’obiettivo? Dimostrare di esistere anche dove gli elettori si sono legittimamente dimenticati di loro.
Così quando i voti reali non bastano a superare i complessi d’inferiorità politica, subentra la “finanza creativa” applicata alle schede elettorali. Ma i numeri, a differenza dei comunicati stampa, hanno la testa dura. E qualcosa non quadra affatto tra la lettura dei voti e delle percentuali scaturite dalle ultime elezioni comunali in Sicilia circa il piazzamento di Sud Chiama Nord.
Lo si scopre con un po’ di pazienza e interfacciando i dati ufficiali con quelli dichiarati, anzi “venduti” dal leader di Sud chiama Nord.
Il Miracolo di Agrigento: l’Ammucchiata dello 0,56%
Iniziamo da Agrigento dove la premiata ditta SCN dichiara fiera, a mezzo stampa, un roboante “3,16% pari a 900 voti”. Quindi un successo strepitoso, da stappare lo spumante buono…
Peccato che aprendo i dati ufficiali della Regione Siciliana la realtà si presenti con il conto in mano. La lista sotto i riflettori non è SCN, quella a cui appartengono i 900 voti, ma un cartello elettorale denominato NOI MODERATI – PARTITO POPOLARE EUROPEO – SUD CHIAMA NORD. Un’ammucchiata politica che, nel suo insieme. Mentre ScN da sola racimola non più dello 0,56% per un totale di ben 160 voti.
I Fantasmi di Bronte e Termini Imerese
A Bronte e a Termini Imerese siamo al livello superiore della prestidigitazione: il partito che c’è ma non si vede.
- A Bronte i maghi del pallottoliere mettono a verbale un solido 2,71% (297 voti).
- A Termini Imerese spunta un tonico 3,9% (550 voti).
C’è solo un piccolo, minuscolo dettaglio che rovina la festa: in entrambi i comuni, sulla scheda elettorale, il simbolo di Sud Chiama Nord non era presente. Non pervenuto. Sparito.
Come si fa a prendere voti senza avere il simbolo sulla scheda? Semplice: si prendono i propri esponenti locali, si mimetizzano dentro liste civiche d’appoggio al candidato sindaco di turno e, a spoglio concluso, si va a caccia delle loro preferenze nominali. Un’operazione di sciacallaggio aritmetico per cui il voto dato dal cittadino a un candidato per logiche di vicinato o di paese viene magicamente trasformato in un voto d’opinione per il partito del leader.
Il pallottoliere del galleggiamento: dichiarato vs reale
Non ci resta che mettere in fila i dati di questa contabilità parallela per capire meglio l’entità del maquillage statistico:
| Comune | Voti Dichiarati da SCN | Voti Reali della Lista | Presenza del Simbolo SCN |
| Agrigento | 900 (3,16%) | 160 (0,56%) | Solo all’interno di una lista a tre |
| Bronte | 297 (2,71%) | 0 (0,00%) | Assente |
| Termini Imerese | 550 (3,90%) | 0 (0,00%) | Assente |
Se questo è il modello di calcolo, siamo di fronte al peggior tentativo di “galleggiamento” politico della storia moderna di quest’isola.
Sommando i tre comuni dell’esempio, Sud Chiama Nord sostiene impropriamente, in base ai numeri reali, un tesoretto di 1.747 voti. Nelle urne reali, con il proprio contrassegno ufficiale, ce ne sono appena 160 (e pure da spartire con i Moderati e il PPE). Un’inflazione contabile del mille per cento che farebbe invidia alla Repubblica di Weimar.
La verità, al netto delle veline trionfali delle segreterie, è che la soglia di sbarramento del 5% per avere una qualunque rilevanza a livello regionale è ormai un miraggio sbiadito. Se per contarsi bisogna “estrarre” i voti dalle liste civiche altrui o triplicare i decimali dei mini-apparentamenti, significa che il re è nudo. E che Sud, più che chiamare Nord, farebbero bene a chiamare un bravo commercialista.
LA TABELLA CON I “CONTI” SECONDO DE LUCA





