Centinaia di studenti hanno ricordato Riccardo Coglitore, morto nel terribile incidente di sabato sera a San Filippo. Magliette bianche, applausi, musica, un minuto di silenzio e il messaggio della fidanzata: “Eri un raggio di sole”
Una scuola intera si è fermata per Riccardo Coglitore. Questa mattina, prima ancora del suono della campanella, centinaia di studenti del “Verona Trento” si sono radunati davanti all’ingresso di via Ugo Bassi. Sono arrivati in scooter, in moto, a piedi. Molti indossavano magliette bianche. Su alcune c’era scritto “Riccardo vive”, accanto alla foto del giovane morto nel terribile incidente stradale avvenuto sabato sera nella zona di San Filippo.
È stato il primo abbraccio collettivo. Silenzioso, composto, doloroso. Poi il dolore è entrato nelle classi. Sul banco vuoto di Riccardo, i compagni hanno lasciato rose bianche. Attorno, lacrime e incredulità. Il posto di un ragazzo diventato improvvisamente assenza.
Alla seconda ora studenti e docenti si sono ritrovati nella palestra dell’istituto, gremita. In sottofondo, le canzoni preferite di Riccardo. Sul parquet, un mazzo di fiori e un cartellone con la scritta “Riccardo sempre con noi”. È stato il momento del ricordo, ma anche quello della vicinanza alla famiglia, ai compagni di classe, agli amici più stretti.
A prendere la parola sono stati il docente di religione Giorgio Infantino e il dirigente scolastico Luigi Genovese. Parole difficili, davanti a una comunità scolastica ferita. Parole rivolte soprattutto ai ragazzi: “Se avete bisogno di un supporto, di parlare, di sfogarvi, noi siamo qua. E state sempre attenti quando guidate, perché purtroppo, per un motivo o per un altro, una vita, tante vite possono cambiare in un secondo. A voi e alla famiglia di Riccardo, in questo momento, va l’abbraccio più grande”.
Poi il minuto di silenzio. Quindi la proiezione dell’ultima esibizione di Riccardo sul palco del Palacultura, durante la finale del talent della scuola. Il suo rap, la sua voce, gli applausi. Un ricordo vivo, fortissimo, che ha attraversato la palestra come una ferita aperta.
A portare una riflessione intensa è stato anche padre Lucio Scalia. “Ci sono dolori così forti che si rischia di impazzire”, ha detto, invitando gli studenti a rallentare, a non consumare la vita nella fretta, a godersi gli affetti, gli abbracci, la presenza delle persone care.
Per Riccardo, hanno ricordato docenti e compagni, questo era stato l’anno del riscatto. L’anno dei sorrisi, della voglia di recuperare, della gioia di avercela fatta dove prima era stato più difficile. Un percorso che oggi diventa memoria e insegnamento. “Il carattere di Riccardo, quel suo aver dimostrato di volersi migliorare ogni giorno, oggi sia d’esempio per tutti voi e vi guidi sempre nelle vostre scelte e nella vostra vita”, ha detto ancora il dirigente Genovese.
Con la voce rotta dall’emozione è stato letto anche il messaggio dei rappresentanti d’istituto, lontani dalla Sicilia per impegni scolastici: “Riccardo vivrà e per noi dovrà essere sempre un esempio, con la sua voglia di crescere e migliorarsi”.
Tanti studenti hanno voluto condividere un ricordo. Tutti hanno parlato del suo sorriso, della sua solarità, della capacità di portare allegria anche nelle giornate più pesanti. Riccardo, hanno raccontato, sapeva incoraggiare gli altri. Spingeva i compagni a seguire i propri sogni, a fare meglio, ad avere passioni, a studiare, a non arrendersi.
Tra i momenti più commoventi, la lettura del messaggio scritto dalla fidanzata. Parole intime, dolorose, affidate a una studentessa: “Eri un raggio di sole. Mezz’ora prima che succedesse questa tragedia ti ho lasciato sorridente e adesso spero solo che tu sia felice nel rivedere i tuoi nonni che ti mancavano così tanto. Non riesco a dormire nella mia stanza dove ci sono tutti i nostri ricordi e so che non arriverà una risposta ai messaggi che continuo a mandarti nella nostra chat”.
Poi il ricordo di un amore giovane, interrotto troppo presto: “Con te mi sono sentita protetta e adesso ho un vuoto. Mi mancano i tuoi occhi, che sono quelli di tua madre. Piango quando parte ‘Stella’, la nostra canzone. Ti ho vissuto troppo poco, ma abbastanza per capire che tu eri diverso dagli altri, perché hai avuto una splendida famiglia e sapevi sorridere sempre e dare affetto a tutti”.
La scuola ha deciso di attivare per giovedì uno sportello di ascolto, per offrire supporto agli studenti colpiti dalla tragedia. In chiusura, il dirigente Genovese ha ringraziato tutti i presenti e ha rivolto ancora un invito ai ragazzi: custodire ciò che Riccardo ha lasciato, il suo modo di stare con gli altri, la sua voglia di migliorarsi, il suo sorriso.
Alla fine delle lezioni, davanti all’altro ingresso della scuola, è arrivato l’ultimo saluto. I rombi delle moto, un lungo applauso, gli occhi lucidi di docenti e studenti. Un addio che non ha cancellato il dolore, ma lo ha trasformato in memoria condivisa.
I funerali di Riccardo Coglitore saranno celebrati nella Basilica Cattedrale tra giovedì e venerdì.




