Spadafora, il Castello torna a vivere con “L’Ultimo Valzer”: scuola, Comune e territorio unitiper valorizzare la storia siciliana.

- 30/05/2026

SPADAFORA – Un grande esempio di collaborazione tra scuola, istituzioni e realtà produttive del territorio ha preso vita negli splendidi ambienti del Castello di Spadafora con la mostra-evento “L’Ultimo Valzer al Castello”, visitabile dal 29 al 31 maggio. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Comprensivo Saponara, ha trasformato uno dei luoghi simbolo della città in un suggestivo viaggio nel mondo del Gattopardo, restituendo ai visitatori atmosfere, costumi e tradizioni della Sicilia ottocentesca.

Determinante per la riuscita del progetto è stata la sinergia instaurata con l’Amministrazione comunale di Spadafora, che ha sostenuto e condiviso il percorso di valorizzazione culturale e territoriale, riconoscendo nell’iniziativa un’importante occasione di crescita per l’intera comunità.

Fondamentale anche il contributo del dottor Salvatore Fagnani, che ha accompagnato e supportato il progetto, favorendo il dialogo tra scuola, istituzioni e tessuto sociale locale.
La mostra rappresenta il momento conclusivo del percorso didattico “La discesa dell’aristocrazia siciliana nel 1800”, coordinato dalla professoressa Nunziatina Puglisi e dalla tutor Maria Cristina Faranda, sotto la guida della dirigente scolastica Concetta Muzio. Attraverso lo studio dell’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del saggio “Il Gattopardo raccontato a mia figlia” di Maria Antonietta Ferraloro, gli studenti hanno sviluppato un articolato progetto interdisciplinare che ha coniugato ricerca storica, creatività, sostenibilità e innovazione tecnologica.

Particolarmente apprezzati gli abiti d’epoca realizzati dagli alunni con materiali di recupero, frutto di un’attenta attività di riciclo creativo che ha trasformato semplici fogli di carta in raffinati costumi ispirati alla nobiltà siciliana. Accanto alle produzioni artistiche, i ragazzi hanno utilizzato strumenti digitali e applicazioni di Intelligenza Artificiale per ricostruire documenti storici e approfondire aspetti culturali e sociali dell’epoca.
Il percorso espositivo ha coinvolto anche la tradizione gastronomica dell’isola, con la riproduzione scenografica del celebre timballo di maccheroni e l’esposizione di prodotti di pasticceria artigianale.

Grande interesse ha suscitato inoltre il progetto sviluppato con Boncoddo Beverage e con le cantine D’Amico, Lipari e Due Pini: gli studenti hanno associato i personaggi del romanzo a sei vini del territorio, realizzando etichette artistiche che saranno utilizzate per una speciale edizione limitata.

L’inaugurazione è stata impreziosita dall’esibizione dell’Orchestra dell’I.C. Saponara e da una raffinata coreografia sulle note del Valzer Brillante di Giuseppe Verdi, realizzata in collaborazione con la scuola di danza “La Mucca Dance”.
Numerose le autorità presenti all’inaugurazione, tra cui il sindaco di Spadafora Letterio Pistone, la sindaca di Saponara Mary Spidalieri, l’onorevole Calogero Leanza, il dottor Salvatore Fagnani, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e del clero. A rappresentare la comunità ecclesiale erano presenti i parroci di Spadafora e Rometta, padre Fabio Cattafi e padre Alessandro Lo Nardi, che con la loro partecipazione hanno testimoniato la vicinanza della Chiesa alle iniziative educative e culturali del territorio. Durante gli interventi è stato sottolineato come la collaborazione tra istituzioni scolastiche, amministrazioni comunali, comunità religiose e realtà produttive rappresenti una strada concreta per promuovere cultura, identità e partecipazione civica.

La mostra ha inoltre beneficiato del contributo di commercianti, artigiani e associazioni locali, che hanno messo a disposizione oggetti d’epoca, elementi scenografici e prodotti tipici. Tra le opere più ammirate, il dipinto dedicato all’ultimo ballo di Palazzo Ponteleone realizzato dalla dottoressa Caterina Maria Alfieri e il monumentale abito esposto dall’IPSIA “G. Ferraris” – Sezione Moda.
“L’Ultimo Valzer al Castello” si conferma così non soltanto una mostra, ma un autentico progetto di comunità, capace di mettere in rete scuola, istituzioni e territorio. Un’esperienza che ha consentito agli studenti di riscoprire e raccontare il passato della Sicilia, trasformandolo in una concreta opportunità di crescita culturale e civile per il presente e per il futuro.