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MESSINA, TRUFFE AGLI ANZIANI. ANCORA DUE EPISODI. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN 36ENNE ED UN 53ENNE

- 29/05/2026
truffa anziani

Agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, due soggetti, un 36enne ed un 53enne, resisi responsabili, in due distinte circostanze, di truffe ai danni di persone anziane.

Il primo episodio ha avuto luogo nella cittadina di Gesso, dove la truffa è stata eseguita ai danni di una donna di 79 anni. L’autore è stato tuttavia intercettato in questo centro cittadino grazie all’efficace intervento dei poliziotti della Squadra Mobile, che hanno individuato il mezzo a bordo del quale il truffatore si stava dando alla fuga con l’intera refurtiva sottratta alla vittima.

L’uomo, originario della provincia di Caltanissetta, già noto alle Forze dell’ordine, è stato intercettato dai poliziotti nei pressi del viale Boccetta ed arrestato per il reato di truffa aggravata.

La truffa ai danni della 79enne era scattata al mattino con una tecnica consolidata: una telefonata da parte di un uomo che, spacciandosi per il nipote, avvertiva la vittima che si trovava in pericolo e che per fronteggiare la situazione di difficoltà era necessario accumulare quanto più possibile, denaro contante ed oro. Mentre il finto nipote teneva impegnata la linea telefonica per impedire alla vittima di informarsi o chiedere aiuto, il complice, il trentaseienne successivamente arrestato, si presentava alla porta di casa, facendosi consegnare i preziosi (tra cui fedi nuziali e collanine d’oro) e il denaro contante nel frattempo raccolti dalla vittima, per poi allontanarsi velocemente.

Una volta individuato ed intercettato a Messina, dopo un iniziale tentativo di resistenza, l’uomo è stato bloccato e tratto in arresto. Fondamentale, per l’ottimo esito dell’operazione, la rapida individuazione del 36enne da parte degli investigatori della Squadra Mobile attraverso i sistemi di videosorveglianza che ha permesso di intercettare il sospettato e di rinvenire nell’immediatezza la refurtiva, successivamente restituita alla legittima proprietaria.

Analoghe le circostanze del secondo arresto eseguito dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina. Anche in questo caso, infatti, la vittima è un’anziana donna di 83 anni, contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che chiede di poter verificare i gioielli in possesso della donna. La verifica serve ad accertare che non siano il frutto di una fantomatica rapina messa in atto con un’auto verosimilmente riconducibile alla donna.

Il modus agendi è quindi il medesimo: spaventare la vittima, ingenerare l’urgenza nel reperire il denaro o come in questo caso, i gioielli, tenerla al telefono per evitare che possa avvisare un parente o un amico o più semplicemente dubitare di quanto sta accadendo.

A differenza però del precedente caso, la vittima non è sola. Con lei, infatti, al momento della telefonata era presente un parente, poliziotto in servizio presso il Commissariato di Taormina, che, compresa la gravità della situazione, ha allertato la sala operativa e atteso che il truffatore si presentasse alla porta di casa. Al suo arrivo, ha quindi proceduto all’arresto insieme ai colleghi immediatamente sopraggiunti.

L’uomo, un 53nne con origini catanesi, ha tentato di scappare e aggredito uno dei poliziotti causandogli lesioni giudicate guaribili in giorni 10. È stato pertanto tratto in arresto per i reati di truffa, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.