La notte del 25 maggio la caduta di calcinacci ha terrorizzato la famiglia Mento. Intervenuti i Vigili del Fuoco per transennare l’area. Nel frattempo, l’amministrazione e i Servizi Sociali restano assenti.
I calcinacci sono tornati a essere i drammatici protagonisti della quotidianità in via Arezzo. La notte tra il 24 ed il 25 maggio, il forte boato causato dal crollo di una porzione di intonaco ha bruscamente svegliato la famiglia Mento, residente nell’alloggio di proprietà comunale. Un epilogo annunciato, l’ennesimo capitolo di un lungo periodo di incuria e di richieste d’aiuto cadute sistematicamente nel vuoto.
L’intervento nella notte e il silenzio delle istituzioni
Per evitare il peggio sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a rimuovere le parti più pericolanti e a transennare l’area. Ma a fare rumore, stamattina, è soprattutto l’assenza delle istituzioni.
All’indomani dello scampato pericolo, in via Arezzo non si è vista traccia dell’amministrazione comunale proprietaria dell’immobile, né tantomeno del dipartimento dei Servizi Sociali o dell’assessorato alle Politiche Sociali, che con molta probabilità vedrà nuovamente al timone l’assessora Calafiore. Un disinteresse che sembra ricalcare l’abbandono già sperimentato sotto la passata gestione del sindaco Basile, oggi di nuovo in sella, e che si estende fino al commissario straordinario Mattei, anch’esso non pervenuto sul luogo del crollo.
Gli appelli inascoltati
La situazione di grave ammaloramento e pericolosità dello stabile non è una novità e continua a peggiorare. Le denunce si susseguono da tempo. Persino l’intervento della senatrice Dafne Musolino, che si era fatta carico della disperazione della famiglia chiedendo un’azione immediata di messa in sicurezza al commissario Mattei, si è infranto contro un muro di gomma. Nessuna risposta, nessun intervento, nessuna garanzia per chi vive costantemente sotto la minaccia di un cedimento.

Un dramma sociale e sanitario
Dietro la burocrazia e l’inerzia politica di questa vicenda c’è un’emergenza umana acclarata. All’interno dell’abitazione, la signora Mento vive con il marito e due figli minori, le cui patologie sono direttamente derivanti dallo stato di profonda insalubrità e fatiscenza dell’immobile stesso.
La rassegnazione lascia ormai il posto alla frustrazione. “Verranno quando ci scapperà il ferito o il morto”, è l’amaro commento che arriva dall’alloggio di via Arezzo. Una sintesi cruda di una gestione che, di fronte a un’emergenza sociale evidente, continua a lasciare i propri cittadini in balia degli eventi, abbandonandoli al loro destino sotto la pioggia di calcinacci.






