

NOTA STAMPA
Da settimane la Fiom Cgil di Messina è in prima linea nel contrastare i licenziamenti dei 13 lavoratori della Cantieristica Navale dello Stretto, portando avanti una mobilitazione determinata a difesa dell’occupazione e del futuro del settore.
La cantieristica navale ha rappresentato per decenni un fiore all’occhiello dell’economia cittadina, garantendo sviluppo e occupazione in un bacino strategico come lo Stretto di Messina. L’impegno e la serietà dimostrati storicamente dalle maestranze locali impongono oggi il dovere di tutelare l’ultimo baluardo di questo comparto. Questa realtà va difesa con fermezza, sia per salvaguardare un patrimonio insostituibile di competenze, sia per tutelare il lavoro in un’area che si conferma uno dei più importanti snodi marittimi.
Venerdì 15 maggio gli operai, sostenuti dalla FIOM CGIL, sin dalle prime ore dell’alba hanno esercitato legittimamente il loro diritto allo sciopero riunendosi davanti ai cancelli dei Cantieri Navali dello Stretto per ribadire la categorica opposizione ai licenziamenti di 13 colleghi, difendere il proprio posto di lavoro e rivendicare la necessità di un investimento vero nella cantieristica navale.
Ad aggravare notevolmente la situazione è stata non solo la presenza dell’amministratore delegato davanti ai cancelli con postura chiaramente intimidatoria, ma anche la tempestiva sanzione di 12.000€ (sanzione massima applicabile) comminata dalla Questura di Messina ai danni del segretario della Fiom Cgil Messina Daniele David.
La colpa incomprensibile del segretario è stata quella di aver “indetto uno sciopero innanzi ai cancelli dei Cantieri navali dello Stretto senza aver dato un avviso alle autorità” (sic!)
Ribadiamo che lo sciopero, con il suo repertorio di azioni e forme di mobilitazione, rappresenta uno strumento storico di emancipazione della classe operaia e ci allarmano molto le modalità e i contorni opachi di questo episodio. Non possiamo accettare che la difesa del proprio posto di lavoro, condotta sindacalmente nel rispetto delle normative, possa essere sanzionata e quindi di fatto impedita.
Rifondazione Comunista fa proprie le parole d’ordine dei lavoratori in modo forte e intransigente: la società Cantieri Navali dello Stretto (del gruppo Caronte & Tourist) ritiri i licenziamenti dei 13 operai!
I lavoratori hanno lanciato un segnale preciso, ottenendo grazie ai propri corpi posti davanti a quei cancelli, un’adesione quasi totale allo sciopero. Come forza politica staremo al loro fianco nelle loro lotte a partire dalle 13:00 di oggi, venerdì 22 maggio, in cui gli operai lanceranno un’assemblea cittadina, una petizione popolare in solidarietà agli operai licenziati e ulteriori iniziative di lotta per il rilancio del cantiere navale.
Di fronte a una città che tra qualche giorno andrà al voto amministrativo — e le cui forze politiche poco si sono soffermate su una vicenda così emblematica per l’occupazione e il futuro — ci preoccupa l’applicazione del decreto sicurezza. Il governo Meloni, infatti, limitando e criminalizzando il diritto allo sciopero e tutte le forme storiche di lotta, sta esercitato una pericolosa stretta normativa, introducendo multe e sanzioni contro chi difende il proprio lavoro: è indispensabile pertanto serrare le fila, adottare ogni pratica conflittuale che arresti l’erosione progressiva e costante delle tutele lavorative e garantisca piena dignità ai lavoratori e alle lavoratrici.
Scenderemo in piazza a fianco degli operai affinché i licenziamenti vengano immediatamente ritirati e le relazioni industriali non siano inquinate da dinamiche vessatorie e criminalizzanti.
Tania Poguisch – Segretaria Regionale PRC Sicilia
Alfredo Crupi – Segretario Provinciale PRC Messina
Antonio Currò – Segretario Circolo “P. Impastato” Messina





