ATM HA BISOGNO DI UN MANAGEMENT CAPACE E RISPETTOSO DEI DIPENDENTI

NOTA STAMPA ORSA, FAISA CISAL, UIL TRASPORTI, FIST CGIL
La condicio sine qua non posta dal management di ATM S.p.A., che pretende la sospensione dello sciopero programmato per il prossimo 8 giugno come condizione per sedersi al tavolo con i sindacati e tentare di individuare soluzioni alle annose rivendicazioni dei lavoratori, è irricevibile perché, oltre ad essere una
palese e già vista tattica dilatoria, tende a comprimere il diritto di sciopero garantito dall’art. 40 della Costituzione e si pone in aperto contrasto con i principi che regolano le corrette Relazioni Industriali nelle contingenti fasi di agitazione sindacale.
Dal recente scambio di note ufficiali e comunicati stampa emerge, ancora una volta, una posizione autoritaria dell’azienda che, pur dichiarandosi disponibile al confronto, afferma preventivamente di non condividere alcun punto dell’elenco rivendicativo elaborato dai lavoratori e subordina il dialogo a condizioni inaccettabili. Si tratta di un atteggiamento che appare in continuità con le precedenti gestioni, responsabili del persistente clima di conflitto che si protrae ancora oggi. Di fronte al definitivo fallimento dell’ennesimo tentativo di ricomporre la vertenza, riteniamo doveroso rendere pubblica la nostra versione dei fatti, sia nei confronti dell’utenza, che subisce incolpevolmente le conseguenze delle proteste, sia per rispetto dei lavoratori, che per aderire agli scioperi sacrificano periodicamente una parte di un salario già insufficiente.
I MOTIVI DELLA PROTESTA:
i lavoratori non chiedono aumenti di stipendio né altri “privilegi”; rivendicano soltanto il diritto di lavorare in un ambiente sereno, nel pieno rispetto della loro dignità di persone, prima ancora che di lavoratori.
Denunciano che, nonostante i cambi ai vertici aziendali e l’enunciata volontà di
segnare una discontinuità con il passato, nella gestione concreta del personale restano figure riconducibili alla precedente “gestione Campagna”, già protagonista di evidenti vessazioni culminate con il licenziamento, senza giusta causa, di alcuni apprendisti che solo attraverso ricorsi legali, persi dall’azienda e pagati dai cittadini, hanno ottenuto risarcimento e reintegro. A fronte di pochi privilegiati
inseriti in veri e propri “cerchi magici”, destinatari di fantasiosi bonus sartoriali e rapide progressioni di carriera, la maggioranza dei dipendenti ha subito costanti oppressioni: negazione del diritto alle ferie, richieste di risarcimento e messe in mora, provvedimenti disciplinari distribuiti a pioggia con conseguente
decurtazione del salario, impuniti errori tattici nelle buste paga sempre a danno dei lavoratori, straordinari non pagati, pedinamenti in servizio e fuori servizio, imposizione del prepensionamento e assegnazioni punitive delle zone di lavoro per gli autisti.
Giorno 8 giugno i lavoratori sciopereranno perché un cambiamento reale non può realizzarsi finché i protagonisti dello scontro iniziale restano al loro posto e
continuano a usare le stesse dinamiche.
NON È UNO SCIOPERO POLITICO contro l’Amministrazione Comunale uscente, come l’azienda tenta strumentalmente di far credere. I sindacati che negli anni hanno proclamato gli scioperi in ATM S.p.A. sono presenti anche nelle altre aziende partecipate del Comune, dove però, in sei anni di governo, prima con il
sindaco De Luca e poi con Basile, non si è registrata neppure un’azione di sciopero. Invece di ricorrere a giustificazioni fantasiose, qualcuno dovrebbe chiedersi perché le proteste si siano concentrate e continuino a manifestarsi proprio nell’azienda più sovvenzionata tra le partecipate, che ha raggiunto elevati
livelli di efficienza grazie alla grande quantità di denaro pubblico gestita, e non certo per le superiori capacità manageriali vantate in questa fase di campagna elettorale…
SE NON SI CAMBIA NON SI FERMA LA PROTESTA.
Quello dell’8 giugno non è uno sciopero politico, ma un
segnale chiaro che i lavoratori rivolgono alla politica. Chiunque sarà chiamato a governare la città dovrà sapere che i dipendenti di ATM sono stanchi di subire autoritarismi e di vivere la giornata lavorativa con ansia. Non è un caso che FILT CGIL, UIL TRASPORTI, FAISA CISAL e ORSA TRASPORTI, promotrici della
protesta, rappresentino insieme almeno l’80% dei lavoratori sindacalizzati: ciò dimostra che la maggioranza dei dipendenti si riconosce nelle sigle che chiedono un vero cambio di rotta, fondato sui fatti e non sulle promesse. Per i lavoratori scioperare ha un costo ma le adesioni restano altissime. Nonostante i tentativi dell’azienda di ridimensionarne la portata con artifici numerici; tra gli autisti, in particolare, si superano stabilmente percentuali del 90%. La protesta resiste perché ha solide motivazioni: Basta cerchi magici, basta discriminazioni, basta giustizialismo sommario, basta “campagnismo”. ATM è un patrimonio pubblico che i lavoratori e l’intera città hanno il dovere di tutelare e difendere da chi pretende di gestirla come un feudo privato.
LE SEGRETERIE PROVINCIALI
Filt CGIL-UIL Trasporti-FAISA CISAL- ORSA Trasporti





