
“Registriamo, ancora una volta, con serio sconcerto e pesante preoccupazione, la palese inosservanza, da parte dei vertici di Unilav S.c.p.a., del Ccnl che viene applicato ai lavoratori della medesima società che ha una proprietà composta per il 95,24% dall’Università di Messina e per il 4,76% dal Policlinico di Messina: si tratta del contratto Terziario, Distribuzione e Servizi che vede firmatari la Confcommercio e i sindacati Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Infatti, a fronte della convocazione di Unilav, prevista per giorno 8 maggio u.s., avente all’ordine del giorno la trattazione degli argomenti previsti dall’art. 3 del citato Ccnl, alla quale sono state formalmente invitate anche altre sigle sindacali non firmatarie del Ccnl in questione, la Uiltucs, in maniera corretta e costruttiva, ha formalmente eccepito, con due distinte pec inviate il 4 e l’8 maggio scorsi, l’anomalia della convocazione chiedendo la riformulazione della stessa attraverso una convocazione che, per le esclusive tematiche in questione, prevedesse la partecipazione delle OO.SS. firmatarie del contratto, anche alla luce del recente ed importantissimo decreto Lavoro che ha rafforzato la titolarità dei contratti siglati delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel nostro Paese. Purtroppo, abbiamo rilevato che Unilav, – tentando in maniera puerile di creare inutile confusione e cercando di eludere le gravi problematiche aziendali che creano seri disagi alle lavoratrici e ai lavoratori, – ha palesemente ignorato il dettame contrattuale da noi segnalato e, attraverso una interpretazione “creativa” del Ccnl, ha proceduto ad effettuare l’incontro in questione. Viceversa, si è cercato di utilizzare inutili e pedanti dissertazioni giuridiche che equivalgono, solo ed esclusivamente, a buttare la palla in tribuna per non affrontare il merito delle nostre eccezioni. Fra l’altro, paradossalmente, dal verbale della riunione dello scorso 8 maggio emerge che all’incontro non vi è stata la presenza di nessuna delle tre organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl e, come se non bastasse, si è tentato in modo strumentale, come riportato nel verbale, di aggirare capziosamente il senso e la reale applicazione dell’art. 3 del Ccnl siglato tra Confcommercio e i sindacati Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, Francesco Rubino, segreteria regionale Uiltucs Sicilia – sede di Messina, Livio Andronico, segretario generale Uil Fp Messina, e Paolo Todaro, dirigente Uil Fp.
“Il dettame contrattuale prevede limpidamente che i diritti di informazione, propedeutici e necessari a qualsiasi ulteriore trattativa o confronto sindacale, sono esclusivamente in capo alle organizzazioni sindacali del medesimo contratto. In tal sen senso, il Ccnl sancisce testualmente che:
“Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, le aziende, (…) si incontreranno con le Organizzazioni Sindacali stipulanti ai rispettivi livelli per un esame congiunto delle prospettive di sviluppo dell’azienda; nella stessa occasione, o anche al di fuori delle scadenze previste, a richiesta di una delle Parti, forniranno, nel rispetto della piena autonomia imprenditoriale, informazioni anche orientate al raggiungimento di intese, preventive alla fase di attuazione di programmi che comportino processi rilevanti di riorganizzazione, esternalizzazione, appalti, ristrutturazione, terziarizzazione, utilizzo di lavori atipici e di innovazione tecnologica che investono l’assetto aziendale e nuovi insediamenti nel territorio”.
Inoltre, “con la stessa periodicità (…), le aziende che occupano almeno 50 dipendenti, forniranno alle Organizzazioni Sindacali e/o R.S.A./R.S.U., informazioni, orientate alla consultazione tra le Parti, così come previsto dal D.Lgs. n. 25/2007, riguardanti: a) l’andamento recente e quello prevedibile dell’attività dell’impresa, nonché la sua situazione economica; b) la situazione, la struttura e l’andamento prevedibile dell’occupazione nella impresa, nonché, in caso di rischio per i livelli occupazionali, le relative misure di contrasto; c) le decisioni dell’impresa che siano suscettibili di comportare rilevanti cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, dei contratti di lavoro”.
Tenuto conto di quanto esposto e, altresì, preso atto che è stata fissata una nuova convocazione per il prossimo 25 maggio con le medesime modalità della precedente, reiteriamo il pieno rispetto del Ccnl. Pertanto, alla luce della gravità dei fatti avvenuti chiediamo l’autorevole intervento della prof.ssa Giovanna Spatari, Magnifica Rettrice dell’Università di Messina, istituzione socia di maggioranza dell’Unilav, al fine di ripristinare il rispetto dei ruoli e delle prerogative previste dal Ccnl applicato ai lavoratori di Unilav” hanno così concluso Ivan Tripodi, Francesco Rubino, Livio Andronico e Paolo Todaro.





