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Città Metropolitana in gestione provvisoria, l’affondo di Gioveni: “Senza bilancio si pagano solo i debiti. Ente paralizzato”

- 16/04/2026
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L’Aula è stata chiamata a riunirsi, denuncia Gioveni, con il solo scopo di sanare passività. La scadenza di legge per la presentazione e l’approvazione del bilancio di previsione, fissata al 31 marzo, è trascorsa senza alcuna fumata bianca.

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MESSINA – La macchina amministrativa della Città Metropolitana è bloccata, zavorrata dalla mancata approvazione del bilancio di previsione e costretta a rincorrere i debiti del passato. A lanciare l’allarme è il consigliere metropolitano Libero Gioveni, che a margine dell’ultima seduta d’Aula punta il dito contro una gestione politica giudicata assente e una programmazione di fatto inesistente.

Il nodo dei debiti e le strade delle 4 Masse

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima convocazione del Consiglio per il riconoscimento di spese pregresse. L’Aula è stata chiamata a riunirsi, denuncia Gioveni, con il solo scopo di sanare passività. Tra le voci di spesa più corpose spiccano i quasi 500.000 euro destinati agli interventi per le strade provinciali delle 4 Masse. Una cifra che, se da un lato copre lavori sul territorio, dall’altro rappresenta per il consigliere il sintomo di un’amministrazione che agisce per tamponare, sacrificando la gestione dei servizi ordinari e la progettazione futura.

Scadenza ignorata e gestione provvisoria

Il cuore del problema, evidenzia l’esponente di Palazzo dei Leoni, è di natura prettamente contabile e strategica. La scadenza di legge per la presentazione e l’approvazione del bilancio di previsione, fissata al 31 marzo, è trascorsa senza alcuna fumata bianca. Un traguardo mancato che ha fatto scivolare l’Ente in regime di “gestione provvisoria”, traducendosi in una paralisi quasi totale della capacità di spesa e di intervento.

Lo scontro politico e il “cerino in mano” a Santoro

L’analisi di Gioveni non risparmia i vertici dell’amministrazione. Il consigliere metropolitano lancia una dura stoccata all’ex primo cittadino, definito “fuggiasco”, accusandolo di disinteressarsi delle sorti dell’ex Provincia per dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale.

A gestire l’impasse istituzionale resta così il vicesindaco metropolitano Santoro. Una figura istituzionale per la quale Gioveni ammette di nutrire rispetto e verso cui mitiga gli attacchi in Aula, descrivendolo come un amministratore lasciato col “cerino in mano” a dover incassare, da solo, le legittime critiche di un Consiglio costretto a ratificare solo debiti in un Ente ormai in stallo.

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