L’Aula è stata chiamata a riunirsi, denuncia Gioveni, con il solo scopo di sanare passività. La scadenza di legge per la presentazione e l’approvazione del bilancio di previsione, fissata al 31 marzo, è trascorsa senza alcuna fumata bianca.

MESSINA – La macchina amministrativa della Città Metropolitana è bloccata, zavorrata dalla mancata approvazione del bilancio di previsione e costretta a rincorrere i debiti del passato. A lanciare l’allarme è il consigliere metropolitano Libero Gioveni, che a margine dell’ultima seduta d’Aula punta il dito contro una gestione politica giudicata assente e una programmazione di fatto inesistente.
Il nodo dei debiti e le strade delle 4 Masse
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima convocazione del Consiglio per il riconoscimento di spese pregresse. L’Aula è stata chiamata a riunirsi, denuncia Gioveni, con il solo scopo di sanare passività. Tra le voci di spesa più corpose spiccano i quasi 500.000 euro destinati agli interventi per le strade provinciali delle 4 Masse. Una cifra che, se da un lato copre lavori sul territorio, dall’altro rappresenta per il consigliere il sintomo di un’amministrazione che agisce per tamponare, sacrificando la gestione dei servizi ordinari e la progettazione futura.
Scadenza ignorata e gestione provvisoria
Il cuore del problema, evidenzia l’esponente di Palazzo dei Leoni, è di natura prettamente contabile e strategica. La scadenza di legge per la presentazione e l’approvazione del bilancio di previsione, fissata al 31 marzo, è trascorsa senza alcuna fumata bianca. Un traguardo mancato che ha fatto scivolare l’Ente in regime di “gestione provvisoria”, traducendosi in una paralisi quasi totale della capacità di spesa e di intervento.
Lo scontro politico e il “cerino in mano” a Santoro
L’analisi di Gioveni non risparmia i vertici dell’amministrazione. Il consigliere metropolitano lancia una dura stoccata all’ex primo cittadino, definito “fuggiasco”, accusandolo di disinteressarsi delle sorti dell’ex Provincia per dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale.
A gestire l’impasse istituzionale resta così il vicesindaco metropolitano Santoro. Una figura istituzionale per la quale Gioveni ammette di nutrire rispetto e verso cui mitiga gli attacchi in Aula, descrivendolo come un amministratore lasciato col “cerino in mano” a dover incassare, da solo, le legittime critiche di un Consiglio costretto a ratificare solo debiti in un Ente ormai in stallo.




