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Porti siciliani paralizzati, sciopero dei trasportatori: a rischio i rifornimenti dei supermercati

- 14/04/2026
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Le agitazioni non interesseranno tuttavia lo Stretto: nessuna protesta è infatti prevista agli imbarcaderi di Messina e Villa San Giovanni.

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PALERMO – Merci bloccate nei porti dell’Isola dalla notte scorsa e attività di carico e scarico completamente paralizzate. È un avvio d’impatto quello dello sciopero indetto dal Comitato trasportatori siciliani che, secondo le stime del segretario Salvatore Bella, ha già registrato un’adesione massiccia del 90 per cento.

La mobilitazione andrà avanti per cinque giorni e viaggia su un binario parallelo, ma rigorosamente indipendente, rispetto alla protesta promossa in contemporanea a livello nazionale da Unitras. “Ci siamo staccati da tempo – spiega Bella – perché i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri: da noi è tutto più difficile e più caro”.

Al centro della vertenza c’è un mix insostenibile di rincari. Sotto accusa c’è soprattutto la direttiva europea sull’Ets, la cosiddetta tassa ecogreen: “Da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare i nostri costi”, chiarisce il segretario del Comitato. Un peso che, sommato al costante aumento del costo del carburante, crea un combinato disposto che “mette in ginocchio il sistema di trasporto, in particolare quello siciliano”.

Il dialogo istituzionale resta aperto, ma la palla passa a Roma. Pur apprezzando la disponibilità al confronto manifestata dalla Regione Siciliana, i trasportatori precisano che la vera soluzione può arrivare esclusivamente dal governo centrale. “Ci siamo già confrontati col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi, aspettiamo le loro risposte”, sottolinea Bella.

Nel frattempo, la linea d’azione è tracciata. La protesta resterà rigidamente confinata all’interno dei bacini portuali, senza sfociare in blocchi o presidi sulle strade. L’obiettivo dichiarato è di quelli destinati a farsi sentire: interrompere i rifornimenti alla Grande distribuzione alimentare finché non arriveranno impegni scritti dal Ministero. Una strategia che rischia di svuotare rapidamente gli scaffali dei supermercati isolani nei prossimi giorni. Le agitazioni non interesseranno tuttavia lo Stretto: nessuna protesta è infatti prevista agli imbarcaderi di Messina e Villa San Giovanni.

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