


A Palazzo dei Leoni, di leoni se ne vedono ormai pochi. In compenso arrivano gli esperti. Dopo l’infornata al Comune, Basile persevera. Il sindaco metropolitano, con addosso la fascia blu, ha firmato le nomine con calma. E ci mancherebbe altro: adesso che la scure del TAR è archiviata, ma non il CGA, la calma dilaga nei due palazzi di governo della città. Ma chi sono questi otto? Alcuni sono candidati che le urne non avevano voluto, alle ultime comunali o a quelle prima. Le urne, si sa, sono distratte. Palazzo dei Leoni ha memoria migliore. Altri sono tecnici della provincia, gente di casa, e altri ancora vecchie conoscenze, di quelle che nella vita pubblica ritornano come le maree e le circolari.
Il primo nome è Sergio Naccari, delegato provinciale della Federazione italiana nuoto ed ex manager degli impianti della Cittadella sportiva universitaria. Gli tocca la «razionalizzazione e riduzione dei costi derivanti dalla gestione diretta degli impianti sportivi metropolitani». Il 24 e 25 maggio Sergio Naccari figurava nella lista Messina Protagonista, una delle quindici di Basile. I seggi furono tre e andarono ad altri. Ora il palazzo gli affida le piscine. Uno che di acqua se ne intende: saprà tenere i costi a galla.
Poi viene Sebastiano Tamà, già esperto al Comune, quindi esperto in trasferta. Basile l’aveva già voluto, insieme a Mirella Vinci, nel comitato scientifico della Fondazione Messina per la Cultura. Ora lo manda al «monitoraggio qualità servizi sanitari» e al raccordo con l’azienda sanitaria e con i direttori degli istituti di pena. Dalla cultura agli ospedali, dagli ospedali alle carceri. Un tempo si sarebbe chiamata carriera, oggi si chiama delega. Nelle liste di maggio Sebastiano Tamà chiudeva l’elenco di Federico per Messina: trentaduesimo su trentadue, e quella lista di consiglieri ne ha eletti tre. Nel 2022 lo stesso nome stava dall’altra parte del fiume, nella lista di Forza Italia a sostegno di Croce, cioè dell’avversario di Basile.
Confermato Marco Grassi, alla «valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e identitario». Quell’ultimo aggettivo, da solo, basterebbe a occupare un uomo a tempo pieno. Marco Grassi correva a maggio nella lista La Politica del Fare, altra tra le quindici di Basile, che non ha eletto nessuno. Marco Grassi, nel 2022, stava con i Cinque Stelle a sostegno di De Domenico.
Carmelo Bonarrigo, «integrazione e politiche sociali». Nel 2022 Carmelo Bonarrigo era nella lista di De Domenico, centrosinistra, cioè contro Basile. Quest’anno il nome nelle liste non c’è.
Gianluca Giuliano, la «ricognizione del patrimonio immobiliare dell’ente»: finalmente qualcuno conterà le stanze del palazzo, e non è escluso che ne salti fuori una dimenticata. Nel 2022 Gianluca Giuliano era nella lista «Con De Luca per Basile sindaco». È il solo del gruppo che, almeno sulla carta, sta dalla stessa parte da quattro anni. Lui è rampollo di una delle agenzie immobiliari della città.
Di Rosario Lizio (sviluppo turistico), Francesco Calabrò («monitoraggio e analisi dei flussi di rendicontazione dei fondi comunitari», frase che pare il corso di un fiume sotterraneo) e Rosa Musotto (ricerca scientifica) nelle liste per il consiglio comunale non c’è traccia, né quest’anno né nel 2022.
Ricapitolando: tre nomi in lista con Basile a maggio e non eletti. Tre che quattro anni fa avrebbero militato sull’altra sponda. Uno che stava già dalla stessa parte. Tre di cui le liste tacciono. Ognuno ha la sua materia, il suo capitolo, la sua porta. Il palazzo è grande e di porte ne ha molte. Da fuori, intanto, si parla di commissari. Dentro, di esperti. In mezzo il palazzo aspetta, come aspettano i palazzi, con pazienza e senza dare risposte. Gli esperti, per ora, sono otto. Il numero non è definitivo. Non lo è mai.


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