
Il processo nato dall’inchiesta del 2021 entra nella fase conclusiva. Il pm Marco Accolla chiede condanne anche per il figlio dell’ex funzionario e per il titolare di un laboratorio di analisi. Al centro delle accuse presunte pressioni sugli imprenditori, controlli sanitari e falsi attestati HACCP. Le difese contestano la ricostruzione della Procura.


MESSINA – Otto anni di reclusione per l’ex dirigente del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Messina, Salvatore Muscolino. Sette per il figlio Mario, titolare di un’agenzia assicurativa a Giarre. Altri otto per Francesco Currò, titolare di un laboratorio di analisi. Sono le richieste più pesanti formulate dal pubblico ministero Marco Accolla nel processo sui presunti favori tra funzionari della sanità pubblica, agenzie assicurative e operatori economici.
Il procedimento, che vede imputate undici persone, è ormai alle battute conclusive. Nell’udienza di ieri, 4 novembre, davanti al collegio del Tribunale di Messina presieduto dalla giudice Rita Sergi, il rappresentante dell’accusa ha concluso la requisitoria chiedendo una serie di condanne per fatti che risalgono prevalentemente al periodo tra il 2019 e il 2020. Un’inchiesta che nel novembre 2021 aveva provocato un terremoto giudiziario all’interno dell’Azienda sanitaria messinese, portando agli arresti domiciliari tre dei principali indagati: Salvatore Muscolino, il figlio Mario e Francesco Currò.
Il sistema dei presunti favori
Secondo la ricostruzione originaria della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Messina, Salvatore Muscolino avrebbe utilizzato il proprio ruolo di dirigente del Dipartimento di Prevenzione per favorire l’attività assicurativa del figlio. Il meccanismo ipotizzato dagli investigatori era semplice: imprenditori del settore alimentare, titolari di ristoranti, alberghi e attività commerciali sottoposte ai controlli dell’Asp sarebbero stati sollecitati a stipulare polizze con l’agenzia assicurativa di Mario Muscolino. In cambio, secondo l’accusa, avrebbero potuto beneficiare di trattamenti di favore nell’ambito delle verifiche sanitarie.
Le indagini avevano evidenziato un incremento significativo delle polizze stipulate dall’agenzia dopo la nomina di Salvatore Muscolino alla guida del Dipartimento di Prevenzione, avvenuta nel luglio 2018. Un dato che gli investigatori avevano interpretato come un elemento a sostegno dell’ipotesi accusatoria. Nella vicenda sarebbe intervenuto anche Francesco Currò, titolare di un laboratorio di analisi accreditato presso la Regione Siciliana, che secondo gli inquirenti avrebbe svolto un ruolo di intermediario nei rapporti tra il dirigente pubblico e gli imprenditori. Un secondo filone dell’indagine riguardava inoltre il presunto rilascio irregolare di attestati HACCP, necessari per la formazione degli operatori del settore alimentare. Secondo gli investigatori, alcuni certificati sarebbero stati rilasciati dietro pagamento, attestando la partecipazione a corsi o il superamento di verifiche che non sarebbero realmente avvenuti. Contestazioni che hanno portato a ipotizzare, a vario titolo, reati di concussione, corruzione e falso.
Tutte le richieste del pubblico ministero
Nella requisitoria il pm Accolla ha chiesto 8 anni di reclusione per Salvatore Muscolino e 7 anni per Mario Muscolino, per il quale ha sollecitato anche l’assoluzione da alcune contestazioni. Otto anni anche per Francesco Currò, con richiesta di assoluzione per alcuni capi d’imputazione, mentre per Francesco Raneri la pena richiesta è di due anni. Il pubblico ministero ha poi sollecitato tre anni di reclusione ciascuno per Andrea Casablanca, Loredana Ermini, Fabrizio Farsaci, Franco Fiorilli, Santina Ritorto e Giacomo Zinna. Per Giulio Saltalamacchia la richiesta è di due anni, accompagnata dall’assoluzione per uno dei capi contestati.
Si tratta delle conclusioni della pubblica accusa, sulle quali il Tribunale dovrà pronunciarsi dopo aver completato la discussione delle difese.
Dall’inchiesta del 2021 al processo
L’indagine aveva inizialmente coinvolto 24 persone, raggiunte nel dicembre 2021 dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il nucleo centrale dell’inchiesta riguardava i rapporti tra il vertice del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp e alcune attività imprenditoriali soggette alla vigilanza sanitaria. Nel corso della vicenda giudiziaria erano intervenute anche decisioni favorevoli agli indagati sul piano cautelare. Nell’ottobre 2022, in particolare, la Corte di Cassazione aveva annullato senza rinvio la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Mario Muscolino, accogliendo il ricorso del suo difensore. Una decisione riguardante le esigenze cautelari, distinta dall’accertamento delle responsabilità penali.
Il procedimento di primo grado è quindi proseguito con l’esame delle contestazioni e delle prove raccolte durante le indagini.
La parola alle difese
Conclusa la requisitoria del pubblico ministero, è cominciata la discussione degli avvocati degli imputati. Nell’udienza di ieri sono intervenuti i legali Roberta Mauro, Gianfranco Briguglio, Marco Di Mauro e Rosario Venuto, che hanno contestato la ricostruzione accusatoria, sostenendo le ragioni dei rispettivi assistiti. Il processo proseguirà con gli ulteriori interventi difensivi prima della decisione del collegio presieduto da Rita Sergi.


Segui Voce di Popolo su Google
Aggiungici alle tue Fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.







