
Il sisma registrato dall’Ingv alle 12.20 a 9 chilometri di profondità. Lo sciame sismico conta già quattro scosse in un’ora. L’onda d’urto avvertita fino al Palermitano e nel Cosenzese.


MESSINA — La terra è tornata a tremare con violenza nel Sud Italia. Una forte scossa di terremoto, di magnitudo 5.0, ha fatto scattare l’allarme alle 12.20 di oggi, diffondendo il panico tra la Sicilia settentrionale e la Calabria. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha individuato l’epicentro nel Mar Tirreno Meridionale, al largo delle Isole Eolie (a nord dell’isola di Filicudi), con un ipocentro superficiale stimato ad appena 9 chilometri di profondità. Un dettaglio tecnico, quest’ultimo, che ha contribuito ad amplificare in modo decisivo la percezione del movimento tellurico sulla terraferma.
A Messina la scossa è stata avvertita in modo netto e prolungato. Decine di cittadini si sono riversati per strada, abbandonando rapidamente uffici, negozi e abitazioni ai piani alti. Immediata la reazione negli istituti scolastici del capoluogo e della provincia: al suono della campanella d’emergenza è scattato il protocollo di sicurezza, con studenti e corpo docente fatti defluire con ordine nei cortili e nelle aree di raccolta all’aperto.
L’evento delle 12.20 non è stato un episodio isolato. La giornata odierna nel Tirreno è segnata da una spiccata instabilità tellurica: i sismografi dell’Ingv hanno rilevato ben quattro scosse nell’arco di appena un’ora, tracciando i contorni di uno sciame sismico in piena evoluzione. Movimenti di minore intensità, registrati nelle ultime ore, avevano già tenuto in preallarme l’area dell’arcipelago eoliano, un settore geologicamente irrequieto.
L’onda sismica si è propagata ben oltre l’area dello Stretto. Numerose le chiamate ai centralini dei Vigili del Fuoco provenienti da gran parte della Sicilia, con segnalazioni nitide dal Palermitano e dal Catanese. Il sisma ha scavalcato il mare facendosi sentire distintamente anche in Calabria, in particolare nei centri di Cosenza e Rende. La Protezione Civile regionale ha immediatamente attivato i canali di ricognizione con i sindaci dei comuni costieri: al momento, nonostante il grande spavento, non si segnalano danni strutturali a edifici o infrastrutture, né conseguenze per le persone. Le sale operative mantengono il livello di massima attenzione in vista di eventuali repliche.



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