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BARACCA STORICA, CONCLUSO IL RESTAURO: SI LAVORA ALLA SUA VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE

- 24/08/2026

Concluso il restauro conservativo della baracca in legno del Villaggio Annunziata, costruita nell’immediato post terremoto che il 28 dicembre 1908 rase al suolo Messina e causò migliaia di vittime. La Struttura Commissariale guidata dal presidente della Regione Renato Schifani ha fortemente voluto preservare l’alto valore storico e simbolico di una delle rare testimonianze delle baracche in legno realizzate per dare ricovero provvisorio agli sfollati e che poi furono abitate per decenni. Gli uffici diretti dal sub commissario Santi Trovato hanno disposto gli interventi per riportare la struttura, che in oltre un secolo aveva subito alterazioni e superfetazioni, ai suoi caratteri originari restituendole il valore storico. Gli elementi successivi alla costruzione del 1909 sono stati rimossi mentre le parti originarie sono state oggetto di accurati interventi di restauro. Situata all’interno di una baraccopoli all’Annunziata la struttura non è stata demolita con l’intento di custodire una testimonianza di come, di fronte alla tragedia, i messinesi hanno dato prova di resilienza.

Il restauro rientra in un più ampio progetto volto alla promozione della cultura della prevenzione e della formazione di una coscienza civica legata alle radici e all’identità e che coinvolgerà in rete anche altri siti di analogo interesse storico, urbanistico e sociale, come via Macello Vecchio, Parco Magnolia, Parco Salita Tremonti, Anfiteatro di Camaro. A tal fine la Struttura Commissariale ha condiviso un’intesa con l’Università di Messina ed il Comune di Messina.

L’obiettivo è la fruizione del bene per iniziative di tipo culturale, scientifico, didattico, formativo, occasioni di ricerca e approfondimento su tematiche storiche, di protezione civile e sicurezza del territorio, ed infine l’inserimento in percorsi turistici ed itinerari di visita.

Con il restauro della baracca in legno si sottrae dall’oblio una parte di storia e di identità che non deve essere cancellata ma tramandata alle nuove generazioni come testimonianza della capacità di una comunità di rialzarsi dalle macerie. Sottratta alla demolizione e recuperata come patrimonio comune la baracca diventa così custode di memoria collettiva.