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Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca

- 22/10/2026
Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca

Dopo i lavori di ristrutturazione, tornano fruibili gli spazi che custodiscono importanti testimonianze della storia della città.

Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca
Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca

L’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca riaprono al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione dei locali, realizzati grazie alla collaborazione tra il Comune di Messina e la Soprintendenza. Da questa mattina, cittadini e visitatori possono tornare a conoscere da vicino le testimonianze archeologiche che raccontano le diverse fasi della storia della città. Alla riapertura erano presenti il sindaco Federico Basile, l’assessore alla Cultura e al Turismo Enzo Caruso, l’assessore alla Pubblica Istruzione Stello Vadalà. Per la Soprintendenza sono intervenuti l’arch. Luigi Giacobbe, in rappresentanza del soprintendente Orazio Micali, e le archeologhe Maria Ravesi ed Elvira D’Amico. Presente anche Rosanna Trovato, presidente dell’Archeoclub d’Italia – Area Integrata dello Stretto. La mattinata ha visto anche lo svolgimento di laboratori didattici rivolti agli alunni e alle alunne delle scuole primarie e secondarie di primo grado, coordinati dall’Archeoclub dello Stretto, mentre le visite guidate all’Antiquarium e all’area archeologica sono state curate dai volontari del Servizio Civile Nazionale.

Il sindaco Federico Basile ha sottolineato il valore della riapertura sia per la comunità messinese sia per l’offerta culturale e turistica della città, evidenziando il ruolo strategico del sito per la sua posizione a ridosso del porto. “È un luogo che racconta la storia della nostra città e che torna a essere fruibile grazie al lavoro portato avanti in questi anni dall’assessore Caruso. La sua posizione, proprio di fronte al porto, lo rende particolarmente interessante anche per i turisti, che possono inserire la visita all’Antiquarium in un percorso più ampio alla scoperta di Messina, partendo dall’Info Point e dal Museo di scienze naturali e proseguendo verso gli altri luoghi di interesse culturale e storico”.

Rivolgendosi agli studenti presenti, il Sindaco ha poi auspicato che questi spazi possano diventare un punto di riferimento anche per le giovani generazioni: “Mi auguro che siano visitati non soltanto dai turisti, ma anche dai ragazzi, perché conoscere questi luoghi significa riscoprire la propria città, comprenderne la storia e acquisire una maggiore consapevolezza del valore delle nostre radici”.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Cultura e al Turismo Enzo Caruso, che ha ripercorso il percorso che ha condotto alla riapertura, ringraziando quanti hanno contribuito al recupero e alla valorizzazione degli spazi. Caruso ha rivolto un ringraziamento ai presenti, alla Soprintendenza e al presidente di Messinaservizi Bene Comune Vincenzo Ciraolo, per il contributo al ripristino del decoro del luogo. Ha inoltre ricordato il lavoro svolto negli anni per la valorizzazione del sito e il contributo del professor Scibona, protagonista delle attività di scavo, richiamando il contesto delle iniziative legate a Expo Arte e all’Archeoclub. “Restituire alla fruizione pubblica l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca significa rendere nuovamente accessibile una parte importante della storia di Messina. Il patrimonio culturale è una ricchezza da tutelare e condividere, affinché cittadini, visitatori e soprattutto giovani possano conoscerlo e sentirlo parte della propria identità. La collaborazione tra istituzioni ci consente di continuare a valorizzare luoghi che raccontano le radici e l’evoluzione della nostra comunità”.

Inaugurati nel 2009 nell’ambito di una convenzione tra il Comune e la Soprintendenza, l’Antiquarium e l’area archeologica tornano così a essere visitabili dopo gli interventi di ristrutturazione.

Nel corso dell’incontro, l’architetto Luigi Giacobbe, intervenuto in rappresentanza del soprintendente Orazio Micali, ha portato i saluti di quest’ultimo e ha illustrato il valore storico e archeologico dell’area di Palazzo Zanca, soffermandosi sulle testimonianze emerse nel corso delle indagini e sul ruolo che questo settore ha avuto nello sviluppo urbano della città.  Giacobbe ha evidenziato come si tratti di una zona particolarmente significativa per la ricostruzione delle vicende storiche di Messina, sottolineando il contributo delle professionalità coinvolte nelle indagini e l’importanza della collaborazione tra istituzioni per la tutela e la valorizzazione del sito.

La presenza di testimonianze archeologiche di età romana nell’area era stata documentata già nel 1916 da Paolo Orsi, durante la realizzazione dell’edificio municipale, in una zona che doveva costituire parte dell’area pubblica dell’antica Messana. All’interno del cortile, gli scavi condotti dalla Soprintendenza di Siracusa nel 1976, in occasione dei lavori del cosiddetto Palazzetto, e quelli di ampliamento effettuati dalla Soprintendenza di Messina nel 1988 hanno portato alla luce un articolato palinsesto urbano. Tra le strutture emerse figurano un criptoportico e un segmento di cavea, forse appartenente a un odeon di età romano-imperiale destinato alle assemblee pubbliche. Le indagini hanno inoltre individuato una porzione di quartiere abitativo della Messina medievale e moderna, nell’area compresa tra il vico della Neve e gli incroci di via della Neve e via del Forno Scoperto. Il quartiere si sviluppò su un impianto di età normanna, tra l’XI e il XII secolo. Le ricerche archeologiche hanno fornito dati significativi per la ricostruzione della topografia cittadina, documentando come la maglia urbana, nota attraverso la cartografia storica a partire dal XVI secolo, si sia mantenuta sostanzialmente inalterata fino al terremoto del 1908.

Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca

Parallelamente, l’Antiquarium consente di approfondire la conoscenza delle diverse fasi della storia cittadina attraverso i reperti recuperati nel corso degli scavi, esposti nelle quattro sale del percorso museale. Accanto ai frammenti di età romana, sono conservate ceramiche da fuoco, da dispensa e da mensa, di produzione messinese e siciliana, insieme a manufatti d’importazione provenienti da diverse aree del bacino del Mediterraneo, databili dal XII secolo all’età moderna. I reperti restituiscono uno spaccato della vita quotidiana e delle condizioni economiche di un quartiere che, fin dall’età normanna, presenta caratteristiche residenziali. Particolarmente significativa è la presenza di numerose ceramiche provenienti dall’Oriente, testimonianza del ruolo commerciale di Messina nei traffici mediterranei e internazionali. Il porto cittadino costituiva infatti uno scalo fondamentale lungo le rotte commerciali, mentre la città rivestì anche una funzione strategica come sede di arsenale militare durante il Medioevo e nei secoli successivi.

La riapertura dell’Antiquarium e dell’area archeologica restituisce così alla collettività un patrimonio di grande interesse storico, offrendo a cittadini, visitatori e studenti l’opportunità di conoscere più da vicino le trasformazioni della città nel corso dei secoli.

Messina, riaperti l’Antiquarium e l’area archeologica di Palazzo Zanca
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.