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Gruppo consiliare ‘Scurria Sundaco’ replica all’assessore Calafiore. Che controreplica

- 24/09/2026

Nota stampa Gruppo “Scurria Sindaco”

L’assessora Calafiore chiede: «Dov’eravamo quando c’erano le cooperative?».

Una domanda che rischia di diventare un boomerang.

La gestione dei servizi sociali affidata alle cooperative non è nata ieri: è durata decenni e ha attraversato diverse consiliature e amministrazioni. E alla domanda “dov’eravamo?” l’assessora dovrebbe essere la prima a ricordare che, anche se allora non ricopriva l’attuale ruolo, quel mondo politico e amministrativo non le era affatto estraneo. Per questo, prima di indicare responsabilità altrui, sarebbe opportuno non rimuovere la propria storia politica, anche quando si è intrecciata indirettamente con quelle stagioni.

Ma oggi la questione è un’altra.

La proposta di delibera relativa al contratto di servizio con Social City è stata ritirata dopo che in Consiglio comunale sono emerse rilevanti criticità. Un fatto che avrebbe richiesto risposte puntuali, documentate e soprattutto nel merito.

C’è poi una questione che riguarda direttamente i lavoratori. Che cosa ha fatto, e che cosa sta facendo concretamente l’amministrazione per garantire loro il riconoscimento del contratto di lavoro applicabile? Perché, a quanto risulta, continuano ancora oggi a percepire una retribuzione collegata al precedente contratto delle cooperative. Una questione concreta, che riguarda il lavoro e la dignità delle persone e che non può essere rinviata.

Invece di affrontare questi problemi, ancora una volta, si è preferito guardare indietro e indicare presunti responsabili.

Ma dopo oltre otto anni di incarico assessoriale, il tempo dei richiami al passato dovrebbe essere finito.

Chi amministra deve rispondere delle proprie scelte e degli atti che porta all’esame del Consiglio comunale.

L’assessora dovrebbe quindi spiegare cosa non ha funzionato, chiedere scusa al Consiglio per averlo impegnato su un atto rivelatosi così problematico e indicare con chiarezza come intende affrontare le questioni ancora aperte, a partire da quella dei lavoratori.

Perché dopo otto anni, la domanda non è più «dov’eravate voi?».

La domanda è: che cosa avete fatto voi, cosa state facendo oggi e quale soluzione intendete dare ai problemi che sono ancora sul tavolo?

Se non si è più in grado di dare queste risposte, la conseguenza politicamente più coerente è una sola: dimettersi.

La controreplica dell’assessora Calafiore non si è fatta attendere:

In merito al comunicato diffuso dal gruppo consiliare “Scurria Sindaco”, si avverte la necessità di fare chiarezza ed eliminare ogni strumentalizzazione politica, riportando il dibattito sui fatti concreti e sul lavoro svolto in questi anni per la comunità e per la tutela dei lavoratori.

Ricordare “dove eravamo” non è un esercizio di retorica, ma la doverosa ricostruzione di una scelta politica ben precisa. L’Amministrazione ha avuto il coraggio di superare definitivamente il modello delle cooperative accreditate e del precariato storico, creando una società in house come Messina Social City per internalizzare e stabilizzare i servizi sociali, garantendo continuità assistenziale ed efficienza.

In questi anni sono stati compiuti numerosi passi avanti e ottenuti significativi riconoscimenti a favore dei lavoratori, a testimonianza di un’attenzione costante alla dignità del lavoro. La garanzia migliore per l’applicazione di un contratto equo e solido risiede nell’interlocuzione continua e nel confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali: un tavolo aperto e tuttora in corso, per definire le soluzioni più adeguate nel pieno rispetto della normativa vigente.

Il ritiro della delibera sul contratto di servizio non rappresenta una “fuga”, ma la dimostrazione del massimo rispetto verso il dibattito consiliare. Quando emergono osservazioni o elementi da approfondire, è dovere di un’amministrazione seria integrare gli atti e perfezionarli nell’esclusivo interesse pubblico.

Otto anni di risultati, non di slogan. Le richieste di dimissioni e i continui attacchi personali rappresentano la solita scorciatoia politica di chi non ha proposte alternative da offrire. In questi anni di mandato la gestione dei servizi sociali è stata completamente riorganizzata, aumentando le prestazioni ai cittadini e garantendo diritti che per decenni erano stati negati.

L’Amministrazione e l’Assessorato proseguono il proprio lavoro con serenità e trasparenza, pronti a riportare in aula un atto ancora più solido e a completare il percorso di valorizzazione del personale dell’azienda Messina Social City.

Lo afferma l’assessora alle Politiche sociali, Alessandra Calafiore.