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Contratto di servizio Messina Social City, l’opposizione alza le barricate: “Atto viziato, serve una commissione d’inchiesta”

- 23/09/2026

Un clima politico infuocato avvolge Palazzo Zanca. Al centro dello scontro c’è il nuovo contratto di servizio della Messina Social City, l’azienda speciale del Comune che gestisce i servizi sociali. A lanciare l’affondo è il gruppo consiliare “Scurria Sindaco”, che in una conferenza stampa dai toni decisi ha smontato pezzo per pezzo la delibera proposta dall’amministrazione, annunciando la richiesta di una commissione d’inchiesta.

A prendere per prima la parola è stata la consigliera Simona Contestabile, che ha respinto con forza le accuse di ostruzionismo e le recenti dichiarazioni di un esponente della vicepresidenza del Consiglio comunale, secondo cui i contrasti nascerebbero da “troppa democrazia”. Un’espressione definita agghiacciante se pronunciata da una figura istituzionale, che dovrebbe avere un atteggiamento super partes, riferendosi al consigliere comunale e vice presidente del Consiglio comunale di Messina Nello Pergolizzi. La consigliera ha sottolineato come l’emendamento proposto dal gruppo sia nato semplicemente per correggere un atto viziato, impantanato nei meandri politici e burocratici, carente del parere dei revisori e della necessaria relazione. “Non è ostruzionismo, è la richiesta del rispetto della legalità“, ha chiarito.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Pippo Capurro, che ha rincarato la dose accusando l’amministrazione di presentare in aula provvedimenti monchi, privi persino del Piano Economico Finanziario e delle relazioni tecniche, pretendendone l’approvazione. Il consigliere ha ribadito che il gruppo sta agendo unicamente a tutela dei lavoratori e della regolarità amministrativa, opponendosi a chi chiede di votare delibere a scatola chiusa.

Ma è l’intervento di Marcello Scurria a delineare i contorni più critici della vicenda, definendo il contratto di servizio una vera e propria “scatola di Pandora”. Il leader del gruppo ha messo nel mirino la gestione opaca, la faciloneria, la sciatteria e la presunzione dell’amministrazione. Scurria ha annunciato un’azione forte e formale: la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta, così come previsto dall’articolo 60 del regolamento. L’obiettivo è vederci chiaro su come viene amministrata un’azienda che gestisce ben 42 milioni di euro, di cui 17,9 prelevati direttamente dal bilancio comunale e circa 22 milioni derivanti da fondi extrabilancio.

Scurria ha poi sollevato pesanti dubbi sulle tempistiche di trasparenza aziendale, facendo notare come il bilancio di previsione 2026-2028 della Messina Social City sia stato pubblicato soltanto nella mattinata odierna, 23 settembre, con enormi ritardi. A questo si aggiunge un’ulteriore anomalia: l’inserimento nel nuovo contratto di servizi inediti, già partiti all’inizio del 2026, senza alcuna autorizzazione preventiva, mentre il precedente contratto risultava scaduto nell’agosto del 2025. “Chi ha autorizzato l’avvio di questi nuovi servizi e la cancellazione di quelli vecchi senza passare dal Consiglio?”, si è domandato l’esponente politico.

L’attacco si allarga infine alla gestione complessiva dei lavori d’aula, descrivendo un’amministrazione paralizzata che preferisce i social network all’attività concreta. Scurria ha dipinto l’immagine di un Consiglio comunale costretto a riunirsi in ottemperanza ai regolamenti ma ormai svuotato di contenuti, chiamato ad approvare quasi esclusivamente continue e ripetitive delibere per il riconoscimento di debiti fuori bilancio.