
Dal 27 maggio ampliati gli orari dei centri vaccinali per recuperare chi non ha completato le vaccinazioni obbligatorie, compreso l’esavalente. L’Asp dispone degli elenchi degli inadempienti e le scuole incrociano i dati con l’Azienda sanitaria. Resta però un nodo: quanti bambini messinesi non sono ancora coperti e cosa accade quando alla prenotazione non segue realmente la vaccinazione?

A Messina il problema degli inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie era già finito sotto la lente dell’Asp prima che il caso di Palermo riaccendesse drammaticamente l’attenzione sulla prevenzione vaccinale. Il 27 maggio 2026 l’Azienda sanitaria provinciale di Messina ha infatti annunciato l’ampliamento degli orari dei centri vaccinali, con l’obiettivo dichiarato di recuperare bambini e ragazzi che non risultano in regola con le vaccinazioni obbligatorie. Il piano riguarda espressamente anche il vaccino esavalente e prevede un’attività di chiamata diretta nei confronti delle famiglie interessate. A Messina città è stato, tra l’altro, potenziato il centro vaccinale di Palazzo Satellite, con l’introduzione di ulteriori aperture pomeridiane. L’Asp, attraverso l’anagrafe vaccinale, è nelle condizioni di sapere quali bambini abbiano completato il ciclo previsto e quali, invece, risultino ancora scoperti o non completamente vaccinati. Tanto da avere organizzato una specifica attività straordinaria di recupero. Ma quanti sono gli inadempienti nella provincia di Messina? Quanti bambini messinesi di due anni hanno completato tutte e tre le dosi dell’esavalente? Quanti risultano ancora non in regola? Quanti sono stati effettivamente recuperati attraverso la campagna avviata a maggio?
C’è poi un altro dato che meriterebbe di essere reso pubblico: la percentuale aggiornata dell’indicatore P01C, quello che misura la copertura vaccinale del ciclo di base, quanto si discosta a Messina dall’obiettivo del 95 per cento? Numeri che l’Asp possiede o che comunque può ricavare dal proprio sistema informativo e che, alla luce di quanto accaduto a Palermo, sarebbe opportuno conoscere.
La questione non riguarda soltanto l’Azienda sanitaria. Il sistema previsto dalla normativa costruisce infatti un meccanismo di controllo basato sullo scambio di informazioni tra scuole e Asp, senza affidarsi esclusivamente alla documentazione consegnata dalle famiglie. La procedura segue precise scadenze.
Entro il 10 marzo i dirigenti scolastici devono trasmettere all’Asp territorialmente competente gli elenchi degli iscritti di età compresa tra zero e sedici anni. Entro il 10 giugno l’Azienda sanitaria restituisce quegli elenchi segnalando gli alunni che, sulla base dell’anagrafe vaccinale, non risultano in regola, non beneficiano di un esonero o di un differimento e non hanno presentato una formale richiesta per effettuare le vaccinazioni mancanti. A quel punto interviene nuovamente la scuola, che deve contattare le famiglie interessate. Entro il 10 luglio i genitori possono dimostrare che il bambino è stato vaccinato, documentare un esonero o un differimento oppure attestare di avere formalmente richiesto all’Asp la somministrazione delle dosi mancanti. Entro il 20 luglio, infine, la scuola comunica nuovamente all’Azienda sanitaria i nominativi di coloro che non hanno prodotto la documentazione richiesta.
Per i bambini tra zero e sei anni il rispetto degli obblighi vaccinali costituisce requisito per l’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia. Dalla scuola primaria in poi, invece, l’inadempienza non impedisce la frequenza, pur lasciando in piedi le procedure di recupero e le eventuali sanzioni.
Il meccanismo presenta tuttavia un passaggio che merita attenzione. La normativa consente infatti alla famiglia che deve regolarizzare la posizione del proprio figlio di presentare non soltanto la certificazione dell’avvenuta vaccinazione, ma anche la formale richiesta di effettuare le dosi mancanti. Una previsione comprensibile: serve a evitare che un bambino venga penalizzato quando la famiglia ha già avviato il percorso di regolarizzazione e attende l’appuntamento. Anche a Messina questa possibilità è prevista.
Ed è proprio questo passaggio a porre la questione più delicata. Che cosa accade dopo? La prenotazione viene seguita fino all’effettiva somministrazione? Se la famiglia non si presenta all’appuntamento, il sistema lo rileva? L’Asp richiama nuovamente i genitori? La posizione torna automaticamente tra quelle degli inadempienti? E, soprattutto nel caso dei bambini sotto i sei anni, l’informazione viene nuovamente comunicata alla scuola? Sono domande diverse da quella relativa all’esistenza dei controlli. I controlli, infatti, esistono. Esistono l’anagrafe vaccinale, gli elenchi, lo scambio di dati con le scuole e persino una campagna straordinaria dell’Asp per recuperare chi non è in regola. Il punto da chiarire è quanto il sistema riesca a seguire ogni singola posizione fino alla vaccinazione realmente effettuata. Per questo che, oggi, conoscere soltanto le procedure non basta più. Servono i numeri: quanti bambini risultano non vaccinati, quanti hanno soltanto prenotato, quanti hanno poi effettivamente ricevuto le dosi e quanti sono rimasti fuori dal percorso. A Messina gli strumenti per saperlo ci sono.








