0 views 7 min 0 Comment

Palazzo dei Leoni è conquistato: il sistema De Luca-Basile adesso governa senza alibi. Inizia la “fiera delle nuove partecipate”?

- 28/07/2026

Sud chiama Nord ottiene sette consiglieri e, con il sindaco metropolitano, controlla otto componenti su quindici. L’operazione dimissioni ha prodotto tutti gli effetti sperati: maggioranza blindata al Comune e piena libertà di manovra nell’ex Provincia. Ora potrebbe tornare la stagione delle aziende speciali, degli incarichi e delle assunzioni.

L’ultima casella è stata occupata. Dopo Palazzo Zanca, anche Palazzo dei Leoni entra pienamente nell’orbita del sistema politico costruito da Cateno De Luca e amministrato da Federico Basile.

Sud chiama Nord ha conquistato sette dei quattordici seggi del nuovo Consiglio metropolitano, ottenendo il 45,02 per cento dei voti ponderati. Fratelli d’Italia ne ha conquistati tre, il Partito democratico due, Lega e Grande Sicilia uno ciascuno. Forza Azzurra è rimasta fuori. Il dato deve essere letto correttamente: sette consiglieri, da soli, rappresentano esattamente la metà degli eletti. Ma il Consiglio metropolitano è composto anche dal sindaco metropolitano Federico Basile. Il blocco che fa riferimento a Sud chiama Nord può dunque contare su otto componenti su quindici: la maggioranza assoluta dell’assemblea.

Una maggioranza numericamente risicata, certamente. Ma politicamente più che sufficiente, soprattutto perché gli altri sette consiglieri appartengono a quattro forze diverse e non costituiscono automaticamente un fronte unitario. Salvo dissensi interni, assenze strategiche o improvvisi riposizionamenti — eventualità mai da escludere nella politica messinese — Basile potrà governare Palazzo dei Leoni con lo stesso margine di autonomia conquistato al Comune.

L’operazione “dimissioni” ha così dimostrato di essere stata funzionale ed ha funzionato. Si completa, quindi, il disegno politico avviato con le dimissioni anticipate di Basile. Quelle dimissioni furono presentate come una richiesta di verifica popolare. La macchina ha funzionato. E ha funzionato con il consenso dei messinesi prima e degli amministratori dei 108 comuni della provincia dopo.

Un doveroso inciso: sull’operazione “dimissioni” aleggia ancora l’insopportabile litania di quanti continuano a sostenere di non avere votato Basile, ma soltanto il proprio candidato al Consiglio comunale: l’amico, il parente, il professionista disponibile, il dispensatore di favori o il referente del quartiere.

È un’ignoranza del sistema elettorale che non può più essere assolta.

Nelle elezioni comunali siciliane, il voto espresso soltanto sulla lista collegata viene attribuito anche al candidato sindaco sostenuto da quella lista. Per scegliere il “proprio” consigliere senza votare Basile occorreva esercitare consapevolmente il voto disgiunto, indicando un altro candidato sindaco. Chi non lo ha fatto ha votato anche Basile. Non per interpretazione politica, ma per effetto della legge elettorale. Lezione che serve per la prossima tornata elettorale, fra cinque anni… Si può essere soddisfatti o pentiti. Ma non si può fingere di non sapere.

Adesso cosa accadrà? La prima conseguenza concreta del nuovo equilibrio potrebbe essere il ritorno dell’azienda speciale Servizi Sociali Peloritani, pensata per trasferire a Palazzo dei Leoni il modello già sperimentato con Messina Social City. Una evenienza? Una possibilità? Molto probabile visto che gli allibratori già non accettano scommesse su questa evenienza.

A parte la sana ironia, la proposta era stata fermata dal precedente Consiglio metropolitano con un voto conclusosi sette a sette. Non era passata perché Basile non disponeva della maggioranza. Il Partito democratico aveva sollevato dubbi sulla sostenibilità finanziaria, sulla trasparenza dell’operazione, sul modello gestionale e sull’assenza di un confronto adeguato con le parti sociali.

Oggi quell’ostacolo numerico non esiste più. Con otto voti potenziali su quindici, il progetto potrà essere ripresentato, modificato e approvato.

Cosa comporterà una nuova partecipata metropolitana? Una nuova struttura pubblica significa: organismi di governo, direzione, incarichi, selezioni, personale, consulenze, contratti di servizio e risorse che l’ente proprietario dovrà garantire nel tempo.

Il rischio è che il welfare diventi ancora una volta la giustificazione nobile dietro la quale costruire un nuovo stipendificio politico-amministrativo.

Un rischio che può divenire concreto, soprattutto mentre il modello Messina Social City è stato investito da recenti contestazioni per il ritardo degli stipendi e il pagamento parziale della quattordicesima a oltre mille lavoratori.

Ricordiamo che lo Statuto attribuisce al Consiglio metropolitano competenze decisive sulla costituzione di aziende speciali, sulla partecipazione a società, enti e fondazioni e sui criteri per concedere sovvenzioni, contributi, ausili finanziari e vantaggi economici a soggetti pubblici e privati. Quel che ci auguriamo da messinesi è che ogni futuro provvedimento sarà accompagnato da istruttorie pubbliche, piani economici verificabili, criteri oggettivi, dichiarazioni sui conflitti d’interesse, pubblicazione integrale dei beneficiari e rendicontazione dei risultati. Non certo dopo le polemiche, ma ben prima dell’erogazione del primo euro.

Nessun alibi per Basile & Co.

Il sistema De Luca-Basile non si è imposto clandestinamente. Non è il risultato di un colpo di mano. È stato costruito attraverso le regole elettorali, le dimissioni anticipate, una poderosa macchina di liste (15!) e candidature, il consenso popolare a Messina e quello degli amministratori locali nell’elezione di secondo livello.

Messina ha aperto e mantenuto tale la porta. Sindaci e consiglieri della provincia hanno completato l’opera.

Adesso, però, viene meno qualsiasi alibi. Basile non potrà più attribuire ritardi, bocciature o inefficienze a un Consiglio ostile. De Luca non potrà più raccontare di essere frenato dai “nemici di Messina”. Sud chiama Nord dispone del Comune, del Consiglio comunale, del sindaco metropolitano e della maggioranza a Palazzo dei Leoni.

Il potere è quasi completo. E completa deve essere la responsabilità.

Da oggi ogni stipendio pagato in ritardo, ogni scuola provinciale trascurata, ogni strada abbandonata, ogni incarico superfluo e ogni euro disperso non avranno più il paravento dell’opposizione. Avranno un nome, una maggioranza e una precisa paternità politica.