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Comune di Messina, proclamato lo sciopero generale dei dipendenti: stop il 31 luglio

- 20/07/2026

FP Cgil, Uil Fpl, Csa e Silpol contestano la modifica del contratto decentrato, i ritardi nel pagamento del salario accessorio e il mancato avvio della procedura di conciliazione. Saranno garantiti i servizi essenziali

MESSINA – I dipendenti del Comune di Messina incroceranno le braccia per l’intera giornata di venerdì 31 luglio 2026. Lo sciopero è stato proclamato congiuntamente da FP Cgil, Uil Fpl, Csa Regioni Autonomie Locali e Silpol, al termine dello stato di agitazione avviato nelle scorse settimane e dopo l’assemblea del personale comunale del 15 luglio.

La mobilitazione interesserà tutto il personale dell’Ente e si svolgerà dalle ore 00 alle 24. Per i lavoratori impegnati nei servizi disciplinati dai turni l’astensione proseguirà fino alla conclusione del turno, anche nel caso in cui questo dovesse terminare oltre la mezzanotte.

La proclamazione è stata trasmessa al sindaco di Messina, al prefetto e alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Nel documento, le organizzazioni sindacali ricordano di avere comunicato il 22 giugno 2026 al sindaco e al prefetto la proclamazione dello stato di agitazione, chiedendo l’attivazione della procedura di conciliazione prevista dalla legge 146 del 1990 e dall’accordo nazionale riguardante i servizi pubblici essenziali nel comparto degli enti locali.

Secondo quanto riferito dai sindacati, la seduta conciliativa non sarebbe però stata convocata dalla Prefettura di Messina. Le sigle avevano già avvertito che, una volta trascorsi senza esito i termini previsti, sarebbero state avviate ulteriori iniziative di protesta, compreso lo sciopero.

La decisione definitiva è arrivata dopo l’assemblea del personale comunale tenutasi il 15 luglio, durante la quale i lavoratori, secondo quanto riportato nel documento, avrebbero chiesto all’unanimità di procedere con l’astensione dal lavoro.

Quattro le motivazioni indicate alla base dello sciopero. La prima riguarda la presunta modifica unilaterale del Contratto collettivo decentrato integrativo 2024, che le organizzazioni sindacali attribuiscono alla segretaria generale e direttrice generale dell’Ente, Rossana Carrubba.

Le sigle contestano inoltre il ritardo nel pagamento del salario accessorio relativo al 2025, che sarebbe stato corrisposto soltanto in parte e, secondo i rappresentanti dei lavoratori, solo dopo le diffide e la proclamazione dello stato di agitazione.

Un ulteriore motivo di protesta è individuato nel mancato intervento del sindaco per favorire una conciliazione tra le parti.

Nel documento i sindacati sostengono che la vicenda non possa essere considerata esclusivamente una questione tecnica, ma richieda anche un’assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale.

A pesare è infine il clima di forte tensione denunciato tra i dipendenti, che lamentano l’assenza di certezze sui tempi di liquidazione del salario accessorio relativo agli anni 2025 e 2026.

Lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle norme previste per i servizi pubblici essenziali. Le organizzazioni sindacali assicurano che saranno garantite le prestazioni minime indispensabili e i contingenti di personale stabiliti dagli accordi collettivi e dal contratto decentrato.

La proclamazione porta le firme di Pietro Fotia, coordinatore provinciale del Csa Regioni Autonomie Locali; Antonino Trino, segretario generale della FP Cgil; Livio Andronico, segretario generale della Uil Fpl; e Giuseppe Gemellaro, segretario generale del Silpol.

Le organizzazioni chiedono inoltre all’amministrazione comunale di assicurare un’adeguata informazione agli utenti e di procedere alla rilevazione delle adesioni allo sciopero. La giornata del 31 luglio segnerà dunque un nuovo passaggio dello scontro sindacale all’interno di Palazzo Zanca, con al centro la contrattazione decentrata, le spettanze economiche dei lavoratori e le relazioni tra il personale e i vertici amministrativi.