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Messina, il caldo arretra ma non scompare: la drammatica verità della “nuova normalità”

- AMBIENTE, Ultima Ora
21/07/2026

Dopo il picco di queste ore le temperature diminuiranno sensibilmente tra giovedì e sabato. Ma la tregua non restituirà il clima di un tempo: ciò che oggi consideriamo normale sarebbe stato eccezionale pochi decenni fa

MESSINA – La buona notizia è che la fase più violenta dell’ondata di calore sembra destinata a esaurirsi. Quella meno rassicurante è che, anche quando la massa d’aria africana perderà forza, Messina non ritroverà davvero il fresco. Avrà soltanto un caldo meno feroce.

È questa la drammatica verità nascosta dietro le previsioni dei prossimi giorni. Dopo temperature comprese tra i 36 e i 38 gradi e notti durante le quali il termometro ha faticato a scendere, è atteso un graduale ridimensionamento dei valori. Non un crollo termico, non una svolta estiva, ma un ritorno verso temperature che ormai vengono definite “normali” soltanto perché confrontate con picchi sempre più estremi.

Martedì 21 luglio Messina resta ancora dentro la fase più difficile. Le diverse elaborazioni meteorologiche indicano massime comprese tra 36 e 38 gradi, con condizioni prevalentemente soleggiate e temperature notturne molto elevate, localmente comprese tra 26 e 30 gradi. Sulla Sicilia è inoltre attivo un avviso per temperature massime estreme, con la raccomandazione di adottare comportamenti prudenti e limitare gli spostamenti non indispensabili nelle ore più calde.

Anche mercoledì 22 luglio sarà una giornata pesante. Il sole continuerà a dominare e le massime potranno ancora raggiungere i 35-36 gradi. A rendere il quadro particolarmente gravoso sarà soprattutto la persistenza del caldo nelle ore serali e notturne: un elemento che impedisce agli edifici di disperdere l’energia accumulata durante il giorno e riduce la possibilità di recupero fisico per anziani, bambini, malati cronici e persone costrette a lavorare all’aperto.

Il cambiamento più evidente dovrebbe manifestarsi da giovedì 23 luglio. L’ingresso di correnti relativamente meno calde favorirà un abbassamento delle temperature, con massime previste intorno ai 31-32 gradi. Venerdì 24 e sabato 25 luglio il termometro potrebbe fermarsi tra 29 e 31 gradi, mentre non è esclusa una temporanea instabilità, con la possibilità di qualche rovescio o fenomeno isolato.

Per Messina sarà certamente una tregua. Dopo giorni trascorsi vicino o oltre la soglia dei 35 gradi, una temperatura di 30 o 31 gradi potrà essere percepita quasi come fresca. Ma sarà una sensazione relativa, costruita dal confronto con il caldo estremo appena sopportato.

La tendenza per domenica 26 e lunedì 27 luglio è ancora meno definita. Alcune elaborazioni ipotizzano una nuova risalita termica, altre indicano condizioni più instabili e temperature inferiori. Oltre i quattro o cinque giorni, del resto, l’affidabilità delle previsioni diminuisce e piccoli cambiamenti nella circolazione atmosferica possono produrre scenari molto diversi, soprattutto in un territorio complesso come quello dello Stretto.

Al momento, tuttavia, non emerge con chiarezza l’arrivo immediato di una quarta ondata di calore africano paragonabile a quelle già attraversate. Le previsioni mensili dell’Aeronautica militare per il periodo compreso tra il 27 luglio e il 2 agosto indicano comunque temperature ancora superiori alle medie stagionali, accompagnate al Sud da precipitazioni che potrebbero risultare leggermente più abbondanti rispetto ai valori tipici.

Questo significa che il caldo più intenso potrà interrompersi, ma non che l’Italia e la Sicilia torneranno alle condizioni climatiche che caratterizzavano le estati di alcuni decenni fa.

Un caldo “normale” che normale non è

È proprio durante le tregue che il cambiamento climatico mostra il proprio volto più insidioso. Quando non ci sono temperature superiori ai 40 gradi, quando non soffia direttamente il respiro rovente del Sahara e quando i bollettini non parlano di emergenza, il caldo rimane comunque molto elevato.

In una comune giornata estiva, priva di fiammate eccezionali, vaste aree italiane possono ormai raggiungere 33 gradi al Nord, 34-35 al Centro e 36-37 al Sud. Il dato di fondo è inequivocabile: le temperature medie sono aumentate e gli episodi di caldo intenso sono diventati più frequenti, più lunghi e più invasivi.

ISPRA evidenzia che in Italia, negli ultimi cinquant’anni, sono aumentati gli indicatori legati alle ondate di calore e agli estremi termici. Nelle aree urbane l’effetto “isola di calore” può inoltre determinare temperature fino a tre gradi superiori rispetto alle campagne circostanti.

Il Rapporto sul clima italiano relativo al 2025 ha collocato l’estate tra le quattro più calde registrate dal 1961, con un’anomalia di 1,46 gradi rispetto al riferimento climatologico 1991-2020. Anche i mari italiani continuano a riscaldarsi: nel 2025 la temperatura media delle acque è risultata superiore di 1,18 gradi rispetto alla media del trentennio di riferimento.

Giugno 2026 ha ulteriormente confermato la tendenza. Secondo il servizio europeo Copernicus, è stato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo per l’intero continente, con una temperatura media europea superiore di 1,78 gradi rispetto al periodo 1991-2020.

Messina e le notti che non rinfrescano

A Messina il problema non è rappresentato soltanto dalle temperature massime. L’umidità marina, la forte urbanizzazione, l’asfalto, gli edifici che accumulano calore e la scarsità di zone ombreggiate rendono particolarmente opprimenti anche le ore notturne.

Le cosiddette “notti tropicali”, quelle durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 25 gradi, sono diventate uno degli indicatori più evidenti del mutamento climatico. Quando le minime rimangono sopra i 25 gradi, e in alcuni quartieri persino più vicine ai 30, il corpo umano non riesce a recuperare dallo stress termico della giornata. Aumentano così i rischi sanitari, soprattutto per le persone anziane, sole, fragili o affette da patologie croniche.

Il caldo diventa anche una questione economica e sociale. Non tutte le famiglie possono acquistare un climatizzatore, installarlo e sostenerne i consumi. Non tutti gli edifici sono adeguatamente isolati. Non tutti i lavoratori possono evitare le ore più torride. E non tutte le persone fragili dispongono di una rete familiare capace di assisterle.

La tregua prevista tra giovedì e sabato sarà dunque reale e permetterà a Messina di respirare. Ma non rappresenterà un ritorno al passato. Sarà piuttosto la fotografia della nuova normalità: temperature intorno ai 30-32 gradi percepite come fresche soltanto perché precedute da giornate vicine ai 40.

Ci stiamo abituando a chiamare “normale” ciò che normale non è. Il caldo estremo di ieri sta diventando il caldo ordinario di oggi. E il rischio più grande non è soltanto l’aumento delle temperature, ma la progressiva perdita della capacità di riconoscere quanto profondamente il clima sia già cambiato.

giube