I residenti segnalano una fornitura ridotta a una o due ore al giorno. L’Amam sostiene che non risultano anomalie, ma ai piani alti i serbatoi restano vuoti. E della promessa dell’acqua h24 non c’è traccia
Da circa una settimana, nella zona di salita Ogliastro, l’acqua arriva con il contagocce. Secondo quanto segnalato dai residenti, la fornitura sarebbe limitata ad appena una o due ore al giorno e con una pressione talmente bassa da non consentire il riempimento dei serbatoi, soprattutto negli edifici e nelle abitazioni situati ai piani più alti.
Una situazione che sta provocando pesanti disagi nella vita quotidiana delle famiglie, costrette a fare i conti con una disponibilità idrica insufficiente persino per le necessità essenziali. Docce, lavatrici, pulizia degli ambienti e servizi igienici diventano operazioni da programmare nei pochi minuti in cui dai rubinetti riesce a uscire un filo d’acqua.
I cittadini riferiscono di avere inoltrato diverse segnalazioni all’Amam, scontrandosi però anche con la difficoltà di ottenere risposte dagli uffici e dai recapiti messi a disposizione dell’utenza. Quando il contatto avviene, la risposta dell’azienda sarebbe sempre la stessa: dai sistemi di controllo non risulterebbero problemi nella distribuzione.
Ed è proprio qui che si apre l’interrogativo. La telemetria potrebbe infatti registrare una pressione apparentemente sufficiente in determinati punti della rete, senza però fotografare ciò che accade lungo le condotte secondarie che servono salita Ogliastro. Non si può escludere, secondo l’ipotesi avanzata dai residenti, che una perdita o un’anomalia nella rete disperda parte dell’acqua prima che questa raggiunga concretamente le abitazioni.
Un’ipotesi che, tuttavia, dovrebbe essere verificata attraverso un sopralluogo e controlli puntuali sul posto, perché affidarsi esclusivamente ai dati trasmessi a distanza rischia di lasciare irrisolto un problema che, nelle case, è invece evidente e misurabile: l’acqua non arriva, oppure arriva per troppo poco tempo e con una pressione del tutto inadeguata.
Salita Ogliastro diventa così l’ennesimo simbolo di una questione idrica che a Messina continua a riproporsi nonostante gli annunci, i finanziamenti del PNRR e i progetti presentati come decisivi per l’ammodernamento e la riduzione delle perdite della rete.
Durante la campagna elettorale il sindaco Federico Basile aveva annunciato l’avvio della cosiddetta “fase 3” compreso il percorso verso l’acqua 24 ore su 24. Nella zona, però, di quella fase non sembra esserci alcuna traccia. Anzi, la sensazione dei cittadini è che si sia rimasti fermi alla prima: non soltanto l’acqua h24 resta un obiettivo lontano, ma viene a mancare persino quel minimo indispensabile necessario a garantire condizioni di vita dignitose.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto la quantità d’acqua erogata. Riguarda anche il rapporto tra l’azienda e gli utenti, che chiedono di essere ascoltati, di ricevere risposte precise e di vedere effettuate verifiche concrete sulla rete.
Perché quando i sistemi dicono che tutto funziona, ma i serbatoi restano vuoti, non sono i cittadini a dover dimostrare di avere sete. È chi gestisce il servizio che deve individuare dove l’acqua si ferma prima di arrivare ai rubinetti.




