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Pulizia delle spiagge: Stop all’impiego di mezzi cingolati e uso dei mezzi meccanici solo nel rispetto della normativa ambientale

- 30/06/2026

Le Associazioni ambientaliste Italia Nostra Sicilia, LIPU Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Serapide APS, Articolo 9 e il Comitato Non Sono Indifferente hanno inviato una nota a tutti i Sindaci siciliani che, di norma, affidano il servizio di pulizia delle spiagge libere. Nel caso di arenili in concessione, la responsabilità dell’esecuzione degli interventi ricade invece sul concessionario.

Nella comunicazione si chiede agli amministratori comunali una convinta adesione all’attività di vigilanza affinché le operazioni di pulizia degli arenili siano effettuate nel pieno rispetto della normativa vigente, vietando l’impiego di mezzi cingolati e limitando l’utilizzo dei mezzi meccanici ai soli casi consentiti e compatibili con la tutela degli ecosistemi costieri.

Da numerose località della Sicilia continuano a giungere segnalazioni sull’utilizzo di ruspe, trattori e bulldozer cingolati per la pulizia delle spiagge, una pratica che rischia di compromettere habitat di elevato valore naturalistico e di arrecare danni, spesso irreversibili, agli ecosistemi costieri.

I litorali rappresentano ecosistemi complessi e delicati, caratterizzati dalla presenza di habitat, fauna e flora di straordinaria importanza, sempre più rari e minacciati. In particolare, i sistemi dunali costituiscono una naturale barriera di protezione della costa, contrastano l’erosione marina e ospitano specie vegetali e animali altamente specializzate.

Particolare attenzione deve essere rivolta alla tutela dei siti di nidificazione del Fratino e della tartaruga marina Caretta caretta, specie protette particolarmente vulnerabili durante il periodo riproduttivo. Il passaggio di mezzi pesanti può provocare la distruzione dei nidi, il compattamento della sabbia, la distruzione della vegetazione psammofila e il degrado degli habitat naturali.

Le Associazioni ricordano inoltre che gli interventi di scavo, sbancamento, livellamento e alterazione della morfologia naturale delle spiagge e delle dune, ove presenti – come avviene in numerosi tratti costieri delle province di Siracusa, Ragusa, Trapani e Agrigento – risultano incompatibili con la conservazione degli ecosistemi dunali e, nelle aree tutelate, possono costituire violazioni della normativa vigente e delle specifiche misure di conservazione.

Particolare tutela è prevista per le aree appartenenti alla rete Natura 2000, comprese le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), nelle quali vigono specifiche prescrizioni finalizzate alla salvaguardia degli habitat e delle specie di interesse comunitario. Anche al di fuori delle aree protette è necessario adottare modalità di gestione degli arenili rispettose dei processi naturali, evitando interventi che favoriscano l’erosione costiera attraverso la rimozione della vegetazione psammofila e l’alterazione del profilo naturale della spiaggia.

Si ribadisce infine che eventuali violazioni delle norme ambientali, delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e delle disposizioni poste a tutela del demanio marittimo sono soggette alle sanzioni previste dalla legislazione vigente.

La nota è stata trasmessa, per quanto di rispettiva competenza, anche ai Carabinieri, al Corpo Carabinieri Forestali, alla Guardia Costiera, alla Guardia di Finanza, affinché intensifichino le attività di vigilanza e controllo sul corretto svolgimento delle operazioni di pulizia degli arenili e sulla tutela del patrimonio naturale costiero.

Le Associazioni auspicano la piena collaborazione delle Amministrazioni comunali, dei concessionari e degli operatori del settore affinché la pulizia delle spiagge sia effettuata con metodi compatibili con la conservazione dell’ambiente costiero, coniugando decoro, fruizione e tutela della biodiversità.