
Il dirigente nazionale Carlo Callegari denuncia i rischi per l’incolumità pubblica e l’inefficacia dei fucili contro la proliferazione dei cinghiali: «In dieci anni 226 morti, le istituzioni aprano un tavolo tecnico con gli esperti».
La caccia è un pericolo per l’incolumità pubblica a causa di incidenti con armi da fuoco e per l’inquinamento da piombo lasciato nell’ ambiente e per le minacce dirette alla biodiversità e agli equilibri degli ecosistemi. La caccia non porta morte e sofferenze solo tra gli animali, ma è un pericolo gravissimo per tutti noi!
Negli ultimi dieci anni 226 persone sono morte uccise da fucili da caccia e 696 quelle ferite.
Il sindaco di Longi ferma l’abbattimento dei maiali dei Nebrodi per il 2 Giugno denunciando i rischi per famiglie, escursionisti e turisti, ma la situazione di pericolo non vale solo per questi giorni di festa, ma per tutti i giorni. Uccidere cinghiali o maiali selvatici non risolverà il problema perché, come ho detto più volte un meccanismo biologico fa si che quando vengono a mancare gli adulti i giovani si riproducono prima di quanto farebbero in condizioni normali e così, invece di riprodursi a tre anni, lo fanno ad un anno e mezzo.
Le istituzioni dovrebbero intervenire con un tavolo di lavoro tra il mondo universitario, l’istituto per la fauna selvatica e le associazioni per trovare le giuste soluzioni.
Carlo Callegari
dirigente nazionale del Partito Animalista

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