La colonnina di mercurio sfiora i 47 gradi al Sud con due vittime sospette per l’afa. Bollino rosso in 16 città, mentre al Nord esplodono violenti nubifragi con ingenti danni. Da lunedì atteso un graduale calo termico.
Un fine settimana di estremi climatici sta stringendo l’Italia in una morsa senza precedenti, prima del tanto atteso sollievo termico previsto per l’inizio della prossima settimana. Da una parte l’anticiclone africano continua a far registrare temperature sahariane, dall’altra l’irruzione di correnti più fresche sta scatenando violenti nubifragi sul settentrione.
Il caldo estremo sta presentando un conto drammatico. Ieri a Muravera, nel sud della Sardegna, la colonnina di mercurio ha toccato l’incredibile picco di 47,3 gradi. Una canicola spietata che potrebbe essere all’origine di due tragedie: ad Agropoli una donna di 78 anni è deceduta in spiaggia, stroncata da un malore forse legato alle temperature proibitive, mentre a Castellana Grotte, nel Barese, un turista svizzero di 49 anni ha perso la vita dopo essersi accasciato nel piazzale antistante le celebri grotte.
La tregua, per ora, non è all’orizzonte. Nelle prossime ore i meteorologi prevedono che il termometro possa schizzare nuovamente a 46 gradi in Sardegna e a 45 in Sicilia, mantenendo l’allarme ai massimi livelli. Il ministero della Salute ha diramato oggi il bollino rosso per 16 città, tra cui Bologna, Milano, Roma, Palermo, Firenze, Torino e Genova. Domenica 19 luglio i centri in massima allerta scenderanno a 14, con l’ingresso di Napoli e Bari nella fascia di rischio più elevato, ma con una prima lieve flessione al Nord. Temperature che si manterranno vertiginose in tutta la Penisola: 42 gradi a Cagliari, 41 a Foggia, 40 a Terni e 39 tra Matera e Ascoli Piceno. Anche le grandi città soffocano, con i 38 gradi di Firenze, i 37 di Roma e i 36 di Milano.
Valori molto elevati in Sicilia: 42,6 gradi ad Aragona, nell’Agrigentino, 42,5 gradi a Trapani Fulgatore, 42,4 gradi a Contessa Entellina, nel Palermitano, 42 gradi a Trapani Fontanasalsa e 41,9 gradi a Calatafimi, 37,6 gradi a Palermo, 37,2 gradi a Catania e 36,2 gradi a Messina. La rete Sias segnala inoltre valori superiori ai 42 gradi anche in altre aree della Sicilia.
Ma se il Centro-Sud e le Isole bruciano, il Nord è già nella morsa del maltempo. Dalla mattinata di sabato, l’arrivo di violenti nubifragi ha costretto la Protezione Civile a far scattare l’allerta gialla per temporali, vento forte, grandinate e fulmini in quattro regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche. I danni sono già ingenti. In Friuli Venezia Giulia i vigili del fuoco sono stati impegnati in un centinaio di interventi per alberi caduti, strutture pericolanti e allagamenti. Paura a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del Garda, dove le raffiche di vento hanno fatto crollare una gru edile che si è schiantata sui tetti circostanti. E al Vittoriale, sempre nell’Alto Garda, la furia del maltempo ha sradicato un cipresso che, crollando, ha spezzato l’albero maestro della storica Nave Puglia.
Per vedere la fine di questa terza ondata di calore bisognerà attendere il passaggio del weekend, quando l’anticiclone inizierà la sua ritirata verso ovest. Da lunedì arriverà una provvidenziale rinfrescata sulle regioni settentrionali, con le massime che torneranno ad assestarsi sui 32-33 gradi. Martedì il calo termico concederà una tregua anche al Centro Italia, riportando i termometri su valori più fisiologici (32-34 gradi), mentre al Sud e sulle Isole il caldo continuerà a farsi sentire, seppur in forma progressivamente attenuata.
Un’emergenza, quella del “clima pazzo”, che valica ampiamente i confini nazionali assumendo i contorni di una vera e propria emergenza europea. L’impatto delle recenti ondate di calore è stato devastante anche oltre le Alpi: a Parigi la mortalità è più che raddoppiata alla fine di giugno rispetto ai livelli normali, con tremila decessi registrati, mentre in Belgio si contano già duemila vittime in più a causa dell’ondata di caldo eccezionale che ha travolto il Paese tra giugno e luglio.




