Il Comitato “Vincenzo Crisafulli”, composto da oltre 150 presidenti di seggio, sollecita un intervento della Regione. Timori per ritardi, rinunce e difficoltà organizzative nella tornata amministrativa del 24 e 25 maggio.


Alla vigilia delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, a Messina resta aperta la questione relativa alle modalità di costituzione dei seggi elettorali. La tornata si presenta particolarmente articolata: oltre all’elezione del sindaco e del consiglio comunale, i cittadini saranno chiamati a votare anche per il rinnovo dei consigli delle sette Circoscrizioni.
Il Comitato spontaneo “Vincenzo Crisafulli”, formato da oltre 150 presidenti di seggio messinesi, ha chiesto alla Regione siciliana di consentire l’avvio delle operazioni preliminari già nel pomeriggio del sabato, invece che nella fascia compresa tra le 6 e le 7 di domenica mattina, immediatamente prima dell’apertura dei seggi. Secondo i promotori della richiesta, l’anticipo permetterebbe di gestire con maggiore ordine le attività di insediamento, presa in carico del materiale elettorale, eventuale sostituzione degli scrutatori assenti, timbratura delle schede e apposizione dei sigilli anti-frode.
Sul punto, nei giorni scorsi, il consigliere comunale uscente Alessandro Russo ha inoltrato una richiesta urgente all’assessora regionale agli Enti locali, Elisa Ingala, trasmettendola anche alla Prefettura di Messina e al commissario straordinario del Comune. Russo ha chiesto di porre attenzione alle modalità di allestimento dei seggi, evidenziando le difficoltà derivanti dalla previsione di avviare tutte le attività preparatorie alle 6 della domenica, con apertura delle votazioni prevista alle 7.
Nella richiesta viene sottolineato che le operazioni preliminari richiedono normalmente un tempo superiore all’ora disponibile. In particolare, la timbratura delle schede potrebbe comportare tempi più lunghi rispetto ad altre consultazioni, anche per la presenza contestuale della votazione relativa ai consigli circoscrizionali. La concentrazione di tutte le attività nella sola ora precedente l’apertura dei seggi, secondo Russo, potrebbe determinare ritardi nell’avvio delle operazioni di voto e difficoltà nella regolare costituzione degli uffici elettorali di sezione.
A sostegno della richiesta viene richiamato anche un precedente del 2018. In quell’occasione, con un atto di indirizzo del 31 maggio, l’assessorato regionale alle Autonomie locali dispose l’avvio delle attività preliminari alle ore 16 del sabato precedente la consultazione. Le elezioni si svolsero il 9 giugno. La situazione attuale presenta tempi più ristretti, ma secondo i proponenti un nuovo atto di indirizzo regionale potrebbe ancora consentire una gestione più ordinata della fase preparatoria.
Resta inoltre il tema delle possibili rinunce da parte di presidenti e scrutatori. Nel 2022, secondo quanto ricordato nella richiesta, furono 90 i presidenti di seggio che rinunciarono all’incarico. Il timore è che, in una consultazione più complessa e con tempi organizzativi ridotti, il fenomeno possa ripetersi o aggravarsi.
La questione riguarda il funzionamento complessivo della macchina elettorale. Presidenti e scrutatori sono chiamati a svolgere un compito gravoso, con responsabilità rilevanti e compensi contenuti. L’eventuale mancato intervento sulla tempistica delle operazioni preliminari potrebbe incidere sull’organizzazione dei seggi e sulla regolarità dell’avvio del voto.
Al momento, secondo quanto riferito dai promotori dell’appello, dall’assessorato regionale non sarebbe ancora arrivata una risposta. I margini per un intervento, seppur limitati dal calendario ormai imminente, vengono considerati ancora esistenti. La decisione spetta ora alla Regione.





