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Bufera sul milione di euro al Gal – Progetto Ricostruzione Taormina: «Il Comune non è un bancomat»

- 08/05/2026

Un milione di euro prestato al buio, senza alcuna garanzia, a una società consortile con un capitale sociale che sfiora appena i 25 mila euro. È l’operazione finanziaria che a settembre dello scorso anno scosse e lasciò basiti i banchi dell’opposizione nel Consiglio comunale di Taormina e che oggi torna ad infuocare il dibattito politic, scatenando la dura reazione di Ricostruzione Taormina. Ci riferiamo al massiccio anticipo di cassa di oltre un milione di euro (1.080.131 euro, per la precisione) che il Comune ha concesso al Gal Taormina-Peloritani.

L’obiettivo formale della manovra, varata dalla giunta comunale guidata dal sindaco di Taormina Cateno De Luca, era quella dichiarata di coprire una momentanea carenza di liquidità del GAL. Questo per consentire di pagare le spese essenziali, portare a termine i progetti già finanziati dalla Regione Siciliana ed evitare la revoca dei fondi in sede di rendicontazione. Un prestito straordinario che, stando alle rassicurazioni di Palazzo dei Giurati, sarebbe dovuto rientrare per intero nelle casse comunali entro il 2025.

Ma ad oggi, maggio 2026, non è ancora accaduto. Il “prestito” non è stato restituito e le rassicurazioni dell’amministrazione De Luca non bastano più a placare gli animi. A porre in evidenza il caso è il gruppo “Progetto Ricostruzione Taormina” (Prt), che attraverso i consiglieri di minoranza Luca Manuli e Nunzio Corvaia parla apertamente di “azzardo finanziario” spacciato per normalità. Affidare una somma a sei zeri a un soggetto con un capitale sociale così esiguo rappresentò, secondo i consiglieri Manuli e Corvaia, un rischio enorme e sproporzionato. «I soldi pubblici non sono un bancomat senza regole» denunciano, una gestione delle risorse pubbliche che rischia di creare un pericoloso precedente per il futuro della città.

In evidenza è la posizione assunta dal Collegio dei Revisori dei conti. Interpellati allora per valutare la manovra, i revisori stabilirono che non si trattò di una “grave irregolarità”. Secondo il Collegio il maxi esborso non pregiudicava né comprometteva l’erogazione dei servizi essenziali da parte del Comune. Di conseguenza, quello che l’opposizione considerò allora un salto nel buio con i soldi dei cittadini con la conferma ad oggi della mancata restituzione, per l’organo di revisione contabile venne declassato a una “normale attività ordinaria”.

Una conclusione giudicata inaccettabile da Progetto Ricostruzione Taormina, che continua a chiedere garanzie e tutela reale per le finanze dell’ente. Il braccio di ferro promette di tenere banco ancora a lungo, in un clima di forte contrapposizione tra le urgenze tecniche di spesa, i progetti di sviluppo territoriale e la necessaria trasparenza nella gestione del denaro pubblico.

LUCA MANULI – PRT