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Il “Decreto Fuffa” e l’Incantesimo Svanito: L’Assalto di Renzi al Ddl Sicurezza

- 17/04/2026
Matteo Renzi su Dl Sicurezza

Il leader di Italia Viva demolisce il testo a Palazzo Madama: “Approvate il provvedimento in contumacia di Meloni e Piantedosi”. Nel mirino la propaganda dell’esecutivo, accusato di varare norme vuote per coprire i fallimenti economici e strumentalizzare le forze dell’ordine.

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Il Senato approva il controverso Ddl Sicurezza, ma è Matteo Renzi a rubare la scena con un intervento che va ben oltre la critica al testo, trasformandosi in una requisitoria contro le politiche securitarie e l’intero impianto narrativo del governo Meloni.

Il leader di Italia Viva non usa mezzi termini per definire il provvedimento: non una legge “truffa”, ma una legge “fuffa”, l’ennesima di una lunga serie (dal decreto “rave” in poi) che illude i cittadini senza risolvere le reali criticità del Paese. “Stiamo affrontando la questione della sicurezza perché è la prioritaria del Paese“, ironizza Renzi, sottolineando come il governo, nonostante le ripetute rassicurazioni, continui ad agire tramite “decreti fuffa”.

L’assenza dei vertici dell’esecutivo – la Premier Meloni e il Ministro Piantedosi – diventa il bersaglio principale dell’attacco. “Si volta verso la fila dei Ministri e vedrà che il provvedimento più importante dell’anno si approva in contumacia della Presidente del Consiglio… ma anche del Ministro degli Interni“, tuona Renzi rivolgendosi alla presidenza. “Dov’è finito, si chiede provocatoriamente, il Ministro Piantedosi, protagonista di accese intemerate retoriche contro le opposizioni alla festa della Polizia solo una settimana fa? Forse, suggerisce Renzi, un’assenza strategica “per mascherare altri problemi soggettivi“.

Ma l’affondo più duro è riservato all’immagine internazionale del governo. L’illusione di una Meloni mediatrice tra Stati Uniti ed Europa è svanita. “Trump non è più il nostro amico… Macron dice cose giuste“, osserva Renzi, dipingendo la politica estera italiana come un “balletto a zig-zag” che vede il governo allinearsi a posizioni sempre più deboli sullo scacchiere globale.

E se la propaganda governativa si vanta di successi economici, Renzi smonta l’argomento: “Siamo i peggiori in Europa“, con un debito pubblico che supera quello greco. Di fronte a questo scenario, la retorica sulla sicurezza appare solo uno specchietto per le allodole, un modo per distrarre l’attenzione dai fallimenti sistemici.

Il vero problema, secondo il Senatore, è la mancanza di visione a lungo termine. Invece di investire sui giovani, sulle periferie, sull’istruzione – i “cervelli” che scappano e che non vengono rimpiazzati – il governo risponde con provvedimenti vuoti e slogan. “Meno cervelli ci sono, più c’è maranza. È una regola matematica”, dichiara provocatoriamente.

L’intervento si chiude con un appello alla sensibilità istituzionale e un attacco diretto all’uso politico delle forze dell’ordine. Renzi accusa il governo di strumentalizzare la polizia, che invece andrebbe difesa onestamente: “Noi difendiamo gli agenti onesti, la stragrande maggioranza“, a differenza di un esecutivo che li manda allo sbaraglio per difendere “leggi fuffa”. L’incantesimo, insomma, è svanito, e dietro la facciata della “legge e ordine” rimane solo il vuoto politico.

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