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Il sondaggio e l’ironica “autodenuncia” della candidata Russo. “Ma chi lo commissionò?”. A qualcuno la paura fa Novanta?

- 14/04/2026
antonella russo

L’intero questionario tarato in modo quasi ossessivo su Federico Basile. E “che c’azzecca Cateno De Luca in un sondaggio su Federico Basile?”

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La candidata a sindaca del centrosinistra di Messina, Antonella Russo, si è dovuta ironicamente “autodenunciare” in un pomeriggio qualunque. Il motivo? Ha ricevuto una telefonata da Roma. Dall’altro capo del filo, un operatore incaricato di un sondaggio demoscopico sulla competizione elettorale amministrativa messinese. La Russo, con onestà, ricorda che si trattasse di una sigla tipo “SGP”, ma il ronzio di fondo ci porterebbe dritti a SWG. Per chi non lo sapesse, SWG è uno dei più noti e accreditati istituti di ricerca e sondaggi d’Italia, con sede a Trieste (ma che opera a livello nazionale), famoso per snocciolare i dati nei salotti televisivi e tastare il polso agli umori degli italiani. Gente seria, insomma, che non chiama a casaccio e, soprattutto, non lavora gratis.

Ma la surreale commedia degli equivoci è appena iniziata. Alla fatidica domanda su chi preferisse tra i candidati a sindaco, la Russo ha risposto, senza troppi giri di parole: “Antonella Russo”. All’inizio pensava fosse uno scherzo, ma l’operatore faceva sul serio.

Un sondaggio a “trazione Basile”

E qui il mistero si infittisce, trasformandosi in una spiazzante radiografia del potere locale. Come fa notare la stessa candidata, le domande non erano per nulla imparziali o generiche, volte a saggiare il terreno su tutti i partecipanti alla corsa. Tutt’altro. L’intero questionario era tarato in modo quasi ossessivo su Federico Basile. Volevano sapere se piacesse ciò che ha fatto Basile, se l’intervistato volesse modificare qualcosa del programma di Basile, se fosse rimasta delusa da come ha amministrato Basile. E gli altri candidati? Spariti, evaporati. Semplici “elementi di corredo”, come se non esistessero nemmeno.

Ma il capolavoro, la ciliegina sulla torta di questo bizzarro sondaggio, arriva con una domanda specifica. L’operatore chiede se, secondo l’intervistata, Cateno De Luca dovrebbe fare un passo indietro rispetto alla campagna elettorale di Federico Basile. La Russo, candidamente, ha risposto di sì. Poi, chiusa la telefonata, si è posta la domanda che tutti noi dovremmo farci: che c’azzecca Cateno De Luca in un sondaggio su Federico Basile? E soprattutto, la madre di tutte le domande: chi lo ha commissionato?

La paura di non farcela al primo turno?

Già, chi paga (fior di quattrini) per sapere se i messinesi sono stufi dell’ingombrante ombra di De Luca sul suo candidato? A chi e a cosa serve questa operazione di “intelligence” elettorale?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Un sondaggio così ossessivamente focalizzato su un solo candidato e sul suo “padrino” politico ha tutto il sapore di un campanello d’allarme. È forse il sintomo di una paura strisciante, nel quartier generale di Basile (o di chi per lui), di non riuscire a chiudere la partita al primo turno? Si sta cercando di capire, conti alla mano, se la sovraesposizione mediatica e politica di De Luca stia diventando un boomerang elettorale che rischia di azzoppare la corsa dell’amministrazione uscente?

I cittadini di Messina qualche domanda dovrebbero farsela. E le forze politiche in corsa per le amministrative, invece di fare le comparse in questo teatrino, dovrebbero esigere spiegazioni da chi di dovere. Perché se la politica si riduce a sondare di nascosto se il “capo” è diventato un peso per il candidato formale, significa che dietro le quinte la sicurezza ostentata sta vacillando, e la farsa rischia di sfuggire di mano persino ai suoi stessi registi.

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