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Marzo

Messina si accende per Daniela: una fiaccolata per chiedere giustizia, il videomessaggio all’assassino e l’eco della denuncia in Senato

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La lucidità del fratello della vittima e l‘affondo di Dafne Musolino: “Il sistema ha fallito miseramente”

Messina si accende per Daniela: una fiaccolata per chiedere giustizia, il videomessaggio all'assassino e l'eco della denuncia in Senato

Il dolore si è fatto luce, ieri sera, nel cuore di Messina. Una fiaccolata silenziosa e partecipata ha attraversato la zona di Piazza Duomo per ricordare Daniela Zinnanti, la cinquantenne brutalmente uccisa a coltellate dall’ex compagno. Dopo lo strazio dei funerali celebrati in mattinata, la città ha voluto stringersi ancora una volta attorno alla famiglia della vittima, trasformando lo sgomento in una vibrante richiesta di giustizia e in una ferma condanna contro l’indifferenza e ogni forma di femminicidio.

Una piazza unita nel dolore e nella rabbia

Messina si accende per Daniela: una fiaccolata per chiedere giustizia, il videomessaggio all'assassino e l'eco della denuncia in Senato

Alla manifestazione serale era presente una grande folla commossa. In prima fila, i figli di Daniela, Gaetano e Roberta, volti di una tragedia inaccettabile, e il fratello Roberto, che con parole cariche di rabbia ha promesso: «Saremo la sua voce». Proprio quest’ultimo non ha mancato di puntare il dito contro le evidenti falle del sistema di protezione, ricordando come la sorella si sentisse al sicuro grazie a un braccialetto elettronico che, purtroppo, non l’ha tutelata dall’agguato mortale teso dall’assassino reo confesso, Santino Bonfiglio. Al fianco dei familiari si sono stretti numerosi cittadini e i rappresentanti della comunità evangelica della chiesa cristiana “Efraim” di Minissale, un tempo frequentata dalla donna.

L’affondo di Dafne Musolino: “Il sistema ha fallito miseramente”

Messina si accende per Daniela: una fiaccolata per chiedere giustizia, il videomessaggio all'assassino e l'eco della denuncia in Senato

Il senso di abbandono avvertito dalla piazza ha trovato una potente eco istituzionale nell’azione della senatrice Dafne Musolino, che nei giorni scorsi si è resa protagonista di un accorato e incisivo discorso al Senato della Repubblica.

Nel suo intervento a Palazzo Madama, Musolino ha ripercorso la tragica scia di sangue che ha recentemente colpito le donne messinesi, sottolineando il coraggio di Daniela che, pur sopportando un enorme carico psicologico, aveva formalmente denunciato il suo aggressore. La senatrice non ha usato mezzi termini per evidenziare le crepe della giustizia e la mancanza di tutela: «Quando chi denuncia poi viene lasciato a se stesso, quando il sistema evidentemente non funziona perché chi è agli arresti domiciliari riesce a raggiungerti fino alla porta di casa e ad ucciderti dentro casa, allora il sistema ha fallito miseramente». Un blackout statale che, come ha ribadito Musolino, va oltre la tragica e inaccettabile perdita di una vita umana, andando a generare un profondo “vulnus incolmabile” nella fiducia che ogni cittadino dovrebbe nutrire verso le istituzioni chiamate a difenderlo.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.