


Roma, 21 ottobre ‘26 – “Sulla stretta ai social per i minori di 14 anni si consuma la summa dell’ipocrisia della presidente Meloni e del suo Governo. Prima di tutto c’è una contraddizione palese: se per la maggioranza un quattordicenne che commette un reato è pienamente imputabile, è paradossale sostenere nello stesso momento che non abbia la maturità necessaria per usare Facebook o TikTok. Vorrebbe dire che iscriversi a un social richiede più consapevolezza che violare la legge penale: mettetevi d’accordo”. Lo dichiara la senatrice Dafne Musolino, vice capogruppo al Senato di Italia Viva Casa Riformista.
“Il fatto più grave, però, è che in Senato esiste già un disegno di legge bipartisan che vieta l’accesso alle piattaforme social ai minori di 14 anni, frutto del lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione con le colleghe Paita, Madia, Malpezzi e Mennuni. Quel testo attende solo di essere calendarizzato e votato in Aula. Che oggi la premier Meloni si rifugi dietro la scusa che ‘tocca al Parlamento legiferare’, dopo aver bloccato il via libera al provvedimento, dimostra l’inerzia di chi fa solo propaganda. Quando serve uno strumento concreto per arginare l’uso dei social come richiamo per le rivolte, il Governo scappa. Non lasceremo alibi: presenteremo subito emendamenti specifici per costringere la maggioranza ad assumersi le proprie responsabilità”, conclude Musolino.



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