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Strage di Montagnareale, stop ai funerali: c’è l’ipotesi del «quarto uomo». Devis finito con un colpo di grazia

- 02/02/2026
tribunale patti
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PATTI (Messina) – I manifesti funebri erano già stati affissi sui muri di Patti. Tutto era pronto per l’ultimo saluto ad Antonio Gatani, l’82enne vittima della mattanza nelle campagne di Montagnareale. Invece, poche ore prima del rito, è arrivato il contrordine che ha gelato i familiari e l’intera comunità: funerali bloccati. Le salme non si muovono.

A fermare tutto sono stati il Procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, e la sostituta Roberta Ampolo. Nonostante il nullaosta iniziale, i magistrati hanno disposto un supplemento di indagine urgente. Sulle salme di Gatani e dei fratelli Devis e Giuseppe Pino (26 e 44 anni, di San Pier Niceto) dovrà essere eseguita la dattiloscopia. L’analisi delle impronte digitali è considerata l’elemento mancante, la chiave di volta per attribuire con certezza scientifica chi abbia impugnato i fucili e premuto i grilletti quella mattina del 28 gennaio. Solo dopo questo esame, i corpi saranno restituiti alle famiglie.

La dinamica: uno scontro a fuoco, nessun suicidio

Il Procuratore Capo Angelo Cavallo
Il Procuratore Capo Angelo Cavallo

Le autopsie eseguite dai medici legali Alessio Asmundo e Giovanni Andò hanno però già fornito le prime, drammatiche, certezze, spazzando via il campo da ipotesi alternative: nessuno si è suicidato e nessuno è stato colpito alle spalle. Lo scenario che emerge è quello di un conflitto a fuoco frontale, scoppiato per cause ancora oscure tra persone che – dato ormai per scontato – non si conoscevano. L’anziano e i due fratelli si sono incrociati per caso nel bosco di contrada Caristia e la situazione è precipitata in istanti di follia.

L’esecuzione di Devis e l’ombra del quarto uomo

Il dettaglio più inquietante emerge dall’analisi sui corpi dei fratelli Pino: entrambi sono stati raggiunti da proiettili partiti dalla stessa arma. Ma è sulla fine di Devis Pino, il più giovane, che si concentrano i sospetti degli inquirenti. Sarebbe stato l’ultimo a morire, ucciso da due fucilate. La prima lo ha ferito, la seconda è stata un colpo di grazia, esploso a distanza ravvicinata per finirlo. Questa esecuzione a freddo accredita pesantemente la pista del «quarto uomo». Se i tre si sono sparati a vicenda, chi ha dato il colpo finale a Devis?

Il cacciatore misterioso e le celle telefoniche

L’attenzione degli investigatori resta fissa su un amico di Gatani, che quella mattina era andato a caccia con il pensionato. Sentito dai Carabinieri, l’uomo ha fornito la sua versione: avrebbe accompagnato l’82enne per poi lasciarlo solo nei pressi del bosco e allontanarsi. Un racconto che mostra diverse fragilità e che ora dovrà reggere alla prova della tecnologia: l’incrocio dei tabulati e l’analisi delle celle telefoniche agganciate nell’orario del delitto saranno decisivi per confermare o smentire la sua presenza sulla scena della strage.

fratelli pino