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“Padre” e “madre” sulla carta d’identità. Il governo ricorre in Cassazione

- 10/04/2024

Il consiglio dei ministri ha conferito mandato all’Avvocatura dello Stato contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 24 gennaio 2024, relativa alle modalità di emissione e alle caratteristiche della carta d’identità elettronica

AGI – Il Consiglio dei ministri, alla luce di una informativa svolta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha deliberato di conferire mandato all’Avvocatura dello Stato ai fini del ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di Roma del 24 gennaio 2024, relativa alle modalità di emissione e alle caratteristiche della carta d’identità elettronica (CIE), disciplinate dal decreto interministeriale 23 dicembre 2015 e successive modifiche, il quale prevede, per i genitori dei minori, la definizione di ‘padre’ e ‘madre’.

La Corte d’Appello pronunciandosi sul ricorso di una coppia di genitori omogenitoriali contro il decreto Salvini, aveva mantenuto la dicitura genitore 1 e genitore 2. Salvini la bollò come “una decisione sbagliata” e oggi il consiglio dei ministri ha deciso di portare il caso al Palazzaccio.