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“Salva Messina”: De Luca ed i creditori che potrebbero chiedere la nullità degli accordi. Il Consiglio Comunale annuncia azioni e denunce

- 02/02/2022

Il Sindaco di Messina nella diretta di ieri, con al suo fianco Federico Basile, direttore generale del Comune di Messina, ha rilasciato dichiarazioni che appaiono gravissime circa le modalità con le quali sarebbero stati transati i debiti fuori bilancio del Comune di Messina. “Ho dovuto far apparire la situazione più grave di quel che era per poter ottenere la transazione al 50% del credito”. La modalità con la quale il Sindaco ha effettuato la rimodulazione del piano l’ha svelata lui stesso.

Una “strategia” del terrore potrebbe definirsi che avrebbe indotto i creditori a paventare di aver riconosciuta una percentuale minore del 50% a causa del dissesto incombente. Una “strategia” che però giuridicamente rappresenta un potenziale vizio di nullità, per come è stato “raccontato” il fatto dal Sindaco. Se infatti le passività che rappresentavano la situazione debitoria del Comune di Messina fossero state artefatte per indurre “lo spavento”, come lo ha definito De Luca, nei creditori, ciò significherebbe che esiste una non veridicità degli atti di programmazione finanziaria. Un vizio che autorizzerebbe i creditori alla rescissione degli accordi presi per vizio della volontà. Uno scenario raccontato dal Sindaco di Messina, leggermente e con disinvoltura innanzi allo stesso direttore generale Basile, in diretta Facebook.

E poi ci sono i debiti delle partecipate…

Cosa accadrà? Il Consiglio Comunale oggi era sul piede di guerra annunciando di produrre un, tardivo, documento di presa posizione e denuncia sulla base di quanto dichiarato dal Sindaco De Luca. Quest’ultimo, intanto, continua a chiamare “asino volante” chiunque si azzardi a criticare il suo operato. Ma ciò che è più rilevante è la decisione che prenderà la Corte dei Conti. Attesa non certo alleggerita dalle dichiarazioni dello stesso Sindaco.