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ATM Messina, la denuncia dei sindacati: “Ritorsioni dopo lo sciopero”. Pronta una nuova protesta di 8 ore

- 06/05/2026
atm

Autisti obbligati a effettuare corse “fuori servizio” di pochi minuti al termine della mobilitazione. Le sigle denunciano una manovra ritorsiva che genera uno spreco economico ingiustificato, senza produrre alcun beneficio per i passeggeri.

Alta tensione a Messina tra le sigle sindacali e la dirigenza di ATM S.p.A. all’indomani dello sciopero dei trasporti. Filt-CGIL, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti hanno indirizzato una dura nota alla Prefettura e al Direttore Generale, Pietro Picciolo, per denunciare quelli che definiscono senza mezzi termini “gravi atti ritorsivi” nei confronti degli autisti.

Il casus belli risale alla sera di ieri 5 maggio 2026. Alle ore 22:00, orario in cui si concludeva formalmente la mobilitazione, la Sala Operativa di ATM ha comunicato agli autisti che avevano un turno in scadenza di lì a poco di dover obbligatoriamente prestare servizio per i pochi minuti eccedenti.

Secondo la ricostruzione fornita nel documento, gli Operatori di Esercizio sono stati costretti a rimettersi alla guida di autobus che erano già stati puliti e preparati per l’indomani. I lavoratori hanno quindi dovuto effettuare delle brevi uscite “fuori servizio” verso il capolinea della stazione, per poi fare marcia indietro e rientrare in deposito nel giro di pochi minuti.

Una direttiva che le organizzazioni sindacali bollano come una chiara ritorsione contro chi aveva incrociato le braccia, sottolineando come la manovra non abbia portato alcun vantaggio ai passeggeri. Al contrario, avrebbe generato un irrazionale spreco di risorse economiche legate al carburante, oltre a un inutile lavoro straordinario e a un danno d’immagine per l’azienda, visibile agli occhi dell’utenza incredula. Emblematica, secondo la denuncia, la situazione di una dipendente impiegata sulla linea 30, obbligata a far partire il mezzo dal capolinea Cavallotti a pochissimi minuti dalla fine del proprio turno per effettuare un’intera corsa.

Nel documento, recapitato per conoscenza anche all’Amministratore Unico Pietro Cami, le sigle puntano il dito contro il clima interno all’azienda. La Direzione Aziendale, da poco insediatasi, aveva recentemente definito lo sciopero del 5 maggio come un’iniziativa “irresponsabile” da parte del sindacato. Per i rappresentanti dei lavoratori, gli episodi della serata di martedì rappresentano la prova tangibile di un “quotidiano terrorismo psicologico” e di una costante ostilità ereditata dalle gestioni passate.

Verso un nuovo sciopero di otto ore

Di fronte all’insufficienza delle risposte del nuovo management, accusato di limitarsi ad annunciare un cambio di rotta senza prendere provvedimenti concreti contro i comportamenti vessatori, le organizzazioni sindacali alzano il tiro. È stato infatti anticipato l’avvio delle procedure per un secondo sciopero, questa volta della durata di otto ore, che verrà proclamato nella prima data utile consentita.

Resta tuttavia aperto uno spiraglio per la diplomazia aziendale: i sindacati si dichiarano pronti a riaprire il tavolo del confronto, a condizione che l’azienda passi “dalle parole ai fatti” proponendo soluzioni definitive per tutelare i lavoratori e rasserenare il clima lavorativo.